Tunnel a passo di lumaca: tempi saltati, serve la svolta

Piccinini (Gsa): scadenze contrattuali impossibili per la condotta dei sottoservizi Il presidente scrive al Comune: accelerare le autorizzazioni o rivedere il progetto
L’AQUILA . Il tunnel sarà anche “intelligente”, ma procede a passo di lumaca. L’opera all’avanguardia legata alla ricostruzione post-sisma, che dovrebbe segnare la svolta nella gestione dei cosiddetti sottoservizi, in particolare acqua, luce, fibra per internet e linea telefonica, non sta più nei tempi previsti. Tra burocrazia e, soprattutto, mutate condizioni delle aree, che la mega-condotta deve ancora attraversare, il progetto da 80 milioni di euro segna il passo. «Serve una svolta», avverte Alessandro Piccinini, presidente di Gran Sasso Acqua, società che gestisce la rete idrica e l’appalto dello smart tunnel.
la ricognizione
«Il primo stralcio dell’opera può dirsi completato», premette il rappresentante dell’azienda a capitale pubblico incaricata dal Comune di dare attuazione al progetto, «ma per il secondo, suddiviso in cinque lotti, abbiamo riscontrato criticità che riguardano in particolare un elemento sopravvenuto». Piccinini si riferisce alla ricostruzione del patrimonio immobiliare del centro, a cui è destinato l’innovativo intervento di canalizzazione dei sottoservizi, che ha viaggiato più veloce di lavori e procedure per l’allestimento del tunnel. Il ritorno dei residenti e la riapertura di attività che occupano spazi esterni rappresentano una variabile che rimette in discussione il progetto originario. Di questo passo, i tempi già dilatati da processi autorizzativi farraginosi da parte di uffici comunali e Soprintendenza, per i quali ad esempio solo un lotto del secondo stralcio ha fatto esegui progressi a livello realizzativo, sono destinati a diventare un’incognita.
il messaggio al comune
«Le scadenze contrattuali, così come previste», evidenzia il presidente di Gsa, «risultano impossibili». Per questo Piccinini ha inviato la sua ricognizione al Comune, sollecitando una riflessione sulla prosecuzione dell’intervento. Le alternative messe sul tavolo dal presidente sono due: accelerare le autorizzazioni per le opere del secondo stralcio già aggiudicate alle ditte appaltatrici, mettendo in conto i disagi a cui andrebbe incontro chi vive e lavora nelle zone da attraversare con gli scavi, o riconsiderare l’intervento, trovando soluzioni tecniche a carenze anche di partenza.
i nodi da sciogliere
«Rispetto alla situazione attuale andrebbe creata una corsia preferenziale per la cantierizzazione dei lavori, in modo da poter agire su intere zone e non su piccoli tratti alla volta», fa sapere Piccinini, «o ridefinire il progetto, unendo il secondo e il terzo stralcio dell’opera e calibrando gli interventi a seconda delle esigenze nelle diverse aree». In ogni caso servirebbero tempi più lunghi e maggiori risorse, anche perché nel frattempo è emersa la questione degli allacci provvisori del gas, non ricompresi nello smart tunnel, i cui costi di attivazione definitiva sono a carico di Gsa che però non ha risorse specifiche destinate a tale scopo.
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