Turismo di ritorno, patto firmato

Da tutto l’Abruzzo per incentivare le visite nei luoghi delle origini
AVEZZANO. Si chiama “Ritorno in Italia 2023-2028” il patto per il turismo di ritorno firmato ieri pomeriggio nella sala consiliare del Comune di Avezzano da 50 sindaci arrivati da tutto l’Abruzzo. All’incontro erano presenti anche i presidenti nazionali di Uncem, Unpli, Borghi più belli, Bandiere arancioni, Touring club e della rete Borghi autentici d’Italia. Parte così ufficialmente il percorso di valorizzazione, sponsorizzazione e promozione del territorio che, solo in Abruzzo, coinvolge più di 90 Comuni.
Nel corso del 2023, ogni amministrazione comunale coinvolta dovrà impegnarsi a creare almeno un evento di risonanza sul proprio territorio per incentivare il turismo di ritorno o turismo delle radici. Si tratterà di creare attrattività turistica per riportare nei luoghi dell’infanzia o nei luoghi della memoria gli italiani all’estero. Con gli attori turistici, sociali ed enogastronomici della zona saranno elaborati, sotto il coordinamento dei Comuni, pacchetti esperienziali. Le attività di animazione e promozione di tutti i municipi aderenti all'iniziativa, circa 400, verranno presentate nell’assemblea nazionale del 29 settembre in Campania.
«Si tratta di un processo salutare per i borghi e i nostri meravigliosi territori», annuncia il sindaco facente funzione di Avezzano Domenico Di Berardino, «un iter al quale abbiamo aderito con onore e piacere, ma anche responsabilità». «Sono quattro incontri promossi in Abruzzo», spiega il presidente di Rete destinazione Sud, Michelangelo Lurgi, «quello di Avezzano è stato sicuramente il più partecipato in termini di numeri e di fasce tricolori presenti». «In questo modo», conclude l’assessore comunale al Turismo Patrizia Gallese, «potremo spalancare le porte dell’export e dell’import non solo delle merci, ma anche delle emozioni e delle sensazioni. Il turismo di ritorno ha come obiettivo la promozione, attraverso la conoscenza di territori, tradizioni, enogastronomia e costumi, dei borghi e delle città d’Italia. Lo scopo finale dell’anno del turismo di ritorno è quello di accendere l’interruttore di uno scambio internazionale di cultura e turismo di emigranti italiani divenuti nel tempo cittadini del mondo».
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