Turismo lento da Roma antica all’Aquila
Presentato il sentiero di 430 chilometri (da fare a piedi) che attraversa 42 comuni e 7 parchi naturali
L’AQUILA. Un percorso a piedi, lungo 430 chilometri, attraverso 42 territori comunali e 7 parchi naturali, partendo dai Simbruini e attraversando il Parco Nazionale d’Abruzzo e il Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga. Un filo diretto Lazio-Abruzzo, che parte da Roma e arriva all’Aquila.
È questo il progetto presentato al 67° Trento Film Festival: un nuovo sentiero, “Il Cammino Naturale dei Parchi”, per riscoprire le aree protette dell’Italia Centrale «praticando un turismo lento e sostenibile».
«Nell’anno del turismo lento un progetto di sviluppo territoriale sostenibile: da Roma all’Aquila in un cammino-trekking di oltre 430 chilometri, che coinvolge e che attraversa le aree terremotate. Un percorso per gli escursionisti desiderosi di riscoprire un’Italia diversa», afferma Carlo Di Cosmo, direttore del Parco Naturale Monti Simbruini.
Si tratta di un’iniziativa nata già nel 2016 a cui è stato dato grande rilievo durante l’incontro che si è tenuto ieri all’interno dello spazio espositivo MontagnaLibri di Piazza Fiera, in collaborazione con Montura. Tra gli ospiti, oltre a Carlo Di Cosmo, anche Alessandro Giordani e Leonardo Pucci, che hanno approfondito la nascita e lo sviluppo di questa rete di itinerari che si snodano nelle aree interne dell’Italia centrale.
Da Roma all’Aquila: questo cammino-trekking include magnifiche e diversificate aree protette interne del Lazio e dell’Appennino Centrale abruzzese e aquilano in particolare. «Un’iniziativa nata per permettere di ammirare il diversificato e ricchissimo patrimonio naturale, culturale, artistico e storico», affermano gli organizzatori. «Il turista infatti avrà occasione di attraversare paesaggi selvaggi, incontaminati e aree poco conosciute, nel rispetto della biodiversità». Come ha sottolineato sempre Di Cosmo, il percorso è «un’occasione per il turista di riscoprire le vie storiche, dalla Roma Antica, al Medioevo, a quelli che erano i confini del Regno Borbonico. Il progetto permette alle aree interne colpite dal terremoto di reagire e di intraprendere un percorso di rivalorizzazione paesaggistica e sociale. Le strutture ricettive locali coinvolte», conclude Di Cosmo, «tramite l’affiliazione al Cammino, rafforzano il senso di appartenenza e solidarietà. Il Cammino risponde perfettamente alle esigenze turistiche attuali, che favoriscono un turismo esperienziale e attivo, ed è in linea con il 2019, l’anno che celebra il turismo lento».
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