Turista rischia di soffocare salvato dall’autista del 118

27 Agosto 2021

La carne gli ostruiva le vie respiratorie. Provvidenziale intervento di Fronterotta «L’uomo mi ha abbracciato e sono scoppiato a piangere, c’è stato un applauso»

SCANNO. «Quando ho visto che stava soffocando non ho pensato a nient’altro che a salvarlo». Sono stati il coraggio e la freddezza che hanno permesso a Mauro Fronterotta di evitare una tragedia. Un turista, in vacanza a Scanno, stava soffocando a causa di un boccone di carne d’agnello e lui è riuscito a impedire che ciò accadesse. «È stato uno dei giorni più belli della mia vita», ha raccontato il soccorritore che è anche un autista del 118. Il fatto è avvenuto al ristorante la Foce, gestito dai genitori di Fronterotta. Il caso ha voluto che proprio in questi giorni il giovane stesse in ferie dall’attività sanitaria e così aveva deciso di dare una mano alla sua famiglia come cameriere al ristorante. In questi giorni in paese ci sono molti turisti. Una coppia di villeggianti, che si trova a Scanno da alcuni giorni, stava pranzando. Improvvisamente il marito ha chiesto aiuto per un boccone di agnello che gli era finito di traverso, impedendogli la respirazione. Sono stati momenti drammatici. Gli altri clienti erano impietriti davanti alla scena. In un primo momento l’uomo ha provato a bere del vino, senza però risolvere la situazione. Ha così cominciato a mostrare segnali di malessere e di soffocamento. La situazione stava velocemente precipitando. Proprio in quel momento, stava servendo ai tavoli il giovane autista del 118, in servizio all’ospedale di Sulmona. Si è accorto immediatamente di quello che stava avvenendo. «Ho visto un cliente che si alzava in piedi e tentava inutilmente di bere per mandare giù il boccone», ha raccontato Fronterotta, «ha subito cominciato a traballare e a perdere i sensi». Così, senza esitazione, è corso in suo aiuto. Lo ha afferrato da dietro e gli ha praticato la manovra di Heimlich, tecnica di primo soccorso che permette di rimuovere un’ostruzione delle vie aeree espellendo il corpo estraneo. «Ho provato cinque volte fino a quando non ha ricominciato a respirare», ha spiegato il soccorritore, «è stato un vero sollievo quando ho visto che lui stava bene. Mi ha abbracciato e in quel momento anche io mi sono commosso e sono scoppiato in un pianto liberatorio. C’è stato un applauso e in quell’istante mi sono sentito veramente utile al prossimo, anche senza la presenza dell’equipaggio, come avviene di consueto quando sono in servizio».
Anche la moglie dell’uomo salvato ha ringraziato con commozione Fronterotta.
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