Tutto come dodici mesi fa Scuole e frazioni ferme al palo

6 Aprile 2018

Nessun cambiamento positivo sulla vita sociale rispetto alla fotografia di Legambiente Il centro storico è quasi invivibile per chi è rientrato tra cantieri e servizi inesistenti

L’AQUILA. “L'Università ha perso il 76% di iscritti e il 72% di immatricolazioni. È vero che la popolazione è di oltre 70 mila residenti, ma tante famiglie hanno lasciato la città per andare altrove, pur mantenendo la residenza. La ricostruzione va a rilento nel settore pubblico, nelle scuole soprattutto”.
SCUOLE AL PALO. Sembra il quadro di oggi, a nove anni da sisma del 6 aprile 2009. Invece è la fotografia-report dell’ottavo anniversario, un anno fa, fatto da Legambiente Abruzzo Beni culturali. La situazione è pressoché la stessa: la ricostruzione pubblica è ferma a nove anni fa, le scuole in particolare.
FRAZIONI ANNO ZERO. Per non parlare delle frazioni, dove non si muove nulla e, tranne qualche rarissima eccezione, come alcune chiese a Sant’Elia o quella di Santa Giusta a Bazzano, è tutto fermo. La nuova amministrazione sta indirizzando man mano i contributi verso le frazioni, ma ci vorrà tempo.
SEMPRE GENERAZIONE “T”. Legambiente parlava di “generazione T”, i bambini diventati ragazzi a cavallo del terremoto e i bambini nati in quell’anno. Nessuno di loro ha conosciuto la generazione dei portici, della colonna, dei Quattro Cantoni, di Capo piazza e Piedi piazza, di Romano Ju Paninaro.
CENTRO STORICO. Ma la situazione è peggiorata. Per chi ha avuto la fortuna-sfortuna di rientrare nel centro storico – tra cantieri, rumori, divieti, polveri sottili, servizi inesistenti, è diventata una “colpa” oggi abitarci – e per chi il rientro è una chimera ancora molto lontana; per gli edifici pubblici, per i quali e sui quali si è fatto un gran parlare, ma finora nulla si è concluso, a cominciare dal rientro degli uffici comunali.
VECCHIE STORIE. Legambiente aveva raccontato, un anno fa, quattro storie del vissuto degli aquilani. A distanza di un anno, sono sempre quelle: da Peppe il negoziante, che ha riaperto l’attività in centro tra la precarietà più completa e il silenzio assordante, dopo le 17, alla chiusura dei cantieri; a mamma Claudia, ancora al Progetto Case, che deve prendere la macchina quattro volte al giorno per accompagnare e riprendere i figli a scuola e poi portarli alle attività pomeridiane; a Carlo il pensionato, che non ha più una piazza dove andare e incontrare qualcuno con cui parlare, una panchina sulla quale sedersi, un posto di aggregazione; a Martina, la studentessa fuori sede, che per raggiungere il polo universitario Est-Ovest impiega quanto ci mettono i suoi colleghi che vengono da Avezzano, con biglietti sempre più cari e corse sempre più ridotte. E senza posti di aggregazione per i giovani. Non è cambiato nulla! Anzi, qualcosa è cambiato: nel centro storico sono cresciuti i pub e le vinerie.
RICOSTRUZIONE PRIVATA. Che la ricostruzione privata sia di gran lunga avanti a quella pubblica, è risaputo. Il Genio civile dovrebbe concludere entro un mese l’esame delle 500 pratiche arretrate. Per la ricostruzione privata il numero dei contributi finora erogati dallo Stato sono 24.874, di cui conclusi 18.922, per un contributo totale erogato di poco più di 5 miliardi di euro (5.083.912.151).
RICOSTRUZIONE PUBBLICA. Sono stati eseguiti 600 interventi per la ricostruzione pubblica, per un costo di oltre 2 miliardi di euro (2.200.533.245), di cui erogati 1,3 miliardi. In questa cifra, però, sono compresi gli 814 milioni della costruzione del Progetto Case. Tutto fermo per le scuole (dati Usra al 31 dicembre 2017).
POPOLAZIONE ASSISTITA. Negli alloggi di emergenza del Progetto Case ci sono ancora 8.024 persone, pari a 3.162 famiglie (dati Comune al 31 marzo 2018). Nei Map vengono assistite ancora 2.149 persone, pari a 1.086 famiglie.
CANTIERI E MACERIE. I cantieri aperti, secondo i dati Usra, sono 9.395, di cui 8.950 nella provincia dell’Aquila (95%) e i restanti sparsi nel resto d’Abruzzo. Per lo smaltimento delle macerie ci sono 547 aziende attive, di cui un quarto del comune dell’Aquila, metà della provincia dell’Aquila e l’altro quarto nel resto d’Abruzzo.
PUNTI CONFERIMENTO. Questi i punti di conferimento delle macerie nelle province (fonte Usra): 51 L’Aquila (38,3%), 29 Teramo (21,8%), 15 Chieti (11,3%), 9 Ascoli Piceno (6,8%), 7 Pescara (5,3%), 4 Macerata (3%), 4 Roma (3%), 2 Perugia (1,5%), 2 Ancona (1,5%) 1 Rimini (0,8%).
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