Uccisa mamma orsa, in salvo il cucciolo

Investimento sulla Statale 17, illeso l’automobilista. Scatta la mobilitazione per salvare il piccolo che vaga nei paraggi
CASTEL DI SANGRO. La femmina di orso bruno marsicano è morta quasi sul colpo. Il cucciolo che la seguiva è rimasto illeso. Tanto spavento, danni all’auto, ma nessuna conseguenza per l’automobilista. È il bilancio dell’incidente avvenuto alla vigilia di Natale, verso le 20.30, sulla Statale 17, nei pressi dello svincolo per il cimitero di Castel di Sangro, fuori dall’area contigua del Parco. Schianto costato la vita al raro animale simbolo dell’Abruzzo.
Un investimento che ha rialimentato le polemiche da parte di quanti tornano a chiedere attraversamenti in più zone della regione per evitare danni irreparabili alla fauna, tipo speciali “ponti verdi” o tunnel.
Sul posto dell’incidente anche il direttore del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Luciano Sammarone, accorso dopo essere stato allertato dalla centrale operativa dei carabinieri di Castel di Sangro. Constatata la morte dell’animale, Sammarone ha organizzato il recupero dell’orsa chiamando il veterinario del Parco e i guardiaparco. L’esemplare che ha perso la vita aveva tra gli 8 e i 10 anni di età e godeva di ottima salute. Una perdita gravissima per una specie a rischio estinzione. Immediata la mobilitazione per salvaguardare il cucciolo sopravvissuto. Il biologo del Parco della Majella e quattro guardiaparco hanno perlustrato la zona per tenere lontano il cucciolo dalla Statale 17. Cucciolo che per tutta la notte ha continuato a cercare la mamma. D’intesa con la polizia stradale, è stata posizionata la macchina dei guardiaparco con lampeggianti a bordo strada per avvisare gli automobilisti del possibile pericolo derivante dall’attraversamento del cucciolo. In quel tratto, anche se c’è il limite di velocità, le macchine sfrecciano veloci. «Chiediamo a tutti di fare attenzione in questi giorni di festa e di intenso traffico perché, per qualche giorno, il cucciolo continuerà a cercare, in quel posto, la mamma» è l’avviso del Parco nazionale d’Abruzzo. Insieme al personale del Parco nazionale della Majella, della Riserva del Genzana e dei carabinieri, sono stati predisposti dei turni notturni e diurni per tutelare l’incolumità del cucciolo e delle persone.
L’orsa sarà trasportata nel Centro visite di Pescasseroli per una necroscopia.
«La femmina e il suo cucciolo», spiegano dal Parco, «si trovavano ancora in giro in attesa del letargo, perché il meteo permetteva di farlo: caldo, zero neve e cibo. Perché andare a dormire in una tana quando si può ancora godere di sole e cibo? Anche questi sono gli effetti dei cambiamenti climatici. Il cucciolo ha circa un anno di vita e da quanto abbiamo visto la notte dell’incidente sta bene, ovviamente spaventato e spaesato, come altrimenti non potrebbe essere. Ma è un orso, quindi uno degli esseri viventi più intelligenti, che troverà il modo per svernare, se non disturbato. Grazie al lavoro della Rete di monitoraggio, abbiamo ragione di credere che la femmina fosse stanziale in quella zona e quindi il cucciolo è a casa sua. Motivo in più per escludere qualunque soluzione diversa dal letargo».
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