Uccise un poliziotto marsicano, arrestato

21 Febbraio 2022

Il terrorista che sparò all’agente Di Leonardo catturato dopo 37 anni: era fuggito in Slovenia, deve scontare l’ergastolo

ORTONA DEI MARSI. È stato arrestato in Slovenia l’ex terrorista nero Fabrizio Dante condannato all’ergastolo per l’omicidio di Giovanni Di Leonardo, il 34enne di Ortona dei Marsi, poliziotto della Stradale, freddato a colpi di pistola 37 anni fa sull’autostrada Roma-L’Aquila.
L’ARRESTO
Il 9 febbraio scorso l’ex terrorista dei Nuclei armati rivoluzionari aveva fatto perdere le sue tracce da Passoscuro, vicino a Fiumicino, dove abita, dopo che la Cassazione aveva emesso una sentenza definitiva di condanna nei suoi confronti per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi con finalità di terrorismo. Gli agenti della polizia slovena lo hanno fermato in un bar alla periferia di Capodistria. Dopo la cattura è stato interrogato dai giudici sloveni. L’Italia ha già avviato le pratiche per l’estradizione.
L’AGGUATo nel 1985
Secondo le accuse del pm Erminio Amelio, Dante, oggi 59enne, avrebbe fatto parte del commando che uccise l’agente scelto della Stradale, Giovanni Di Leonardo, e ferì il collega Pierluigi Turriziani (20). La notte tra il 30 aprile e il primo maggio del 1985, all’1 e 40, i due poliziotti erano in servizio lungo la Roma-L’Aquila quando, all’altezza di Castel Madama, notarono una Golf ferma con il cofano alzato e due persone che chiedevano aiuto. Secondo la ricostruzione della Digos, appena gli agenti si fermarono uno dei terroristi sparò a Turiziani, al posto di guida, ma il proiettile venne deviato dalla cerniera della giubba d’ordinanza, mentre una terza persona sbucata all’improvviso esplose colpi contro il marsicano Di Leonardo. Gli agenti furono estratti dall’auto di servizio, ammanettati e fatti rotolare lungo la scarpata. I terroristi si impossessarono di due Beretta calibro 9, una mitraglietta M12, le due palette, un giubbotto antiproiettile e il microfono della radio ricetrasmittente. Turiziani riuscì a risalire sulla carreggiata e a dare l’allarme. L’agente scelto di Ortona dei Marsi aveva chiesto di lavorare il 1° maggio per festeggiare il secondo compleanno della figlia. Morì poco dopo all’ospedale di Tivoli.
CHI ERA L’AGENTE
Di Leonardo entrò in polizia nel 1971. Prestò servizio a Milano, Senigallia, Bologna, L’Aquila e infine a Roma nella caserma della sottosezione autostradale Roma est-Lunghezza, a lui dedicata. Fu insignito della medaglia d’oro al merito civile e dell’onorificenza vittima del terrorismo. L’agente riposa nel cimitero di Ortona dei Marsi.
DECISIVA UN’IMPRONTA
Nel corso degli anni l’indagine della polizia aveva consentito di trovare un fondamentale riscontro investigativo che ha inchiodato Dante: grazie a una sofisticata tecnologia il frammento di impronta trovata sulla portiera dell’auto della stradale è stato comparato e attribuito al terrorista nero. Nel 2015 a far riaprire le indagini sull’agguato era stata una pista aperta dagli investigatori nel delitto alla Camilluccia di Silvio Fanella, cassiere di Mobkel (coinvolto nell’inchiesta su Fastweb-Telecom Sparkle). Nella Polaroid, trovata sul luogo in cui fu freddato il poliziotto marsicano, c’era una foto poi mostrata da Federica Sciarelli durante una puntata di “Chi l’ha visto?”. Secondo le indagini Dante era una figura di primo piano dell’estrema destra romana degli anni Ottanta. Dopo la fuga, le indagini dell’antiterrorismo, della Digos e del Servizio di cooperazione internazionale di polizia si sono concentrare in Slovenia dove il latitante è stato arrestato il 16 febbraio in esecuzione del mandato di arresto europeo.
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