Ucciso da un infarto nel suo ufficio Addio al “presidente” De Amicis

Sgomento per la scomparsa del 52enne broker assicurativo. Leonio: «Era il nostro attore di punta» Un tifosissimo dell’Avezzano e vera anima della compagnia dialettale di teatro “Tre Conche”
AVEZZANO. Un infarto fulminante all’interno del suo ufficio, ieri pomeriggio, si è portato via Domenico De Amicis, 52 anni, di professione broker assicurativo. A nulla è valso il tentativo di salvargli la vita da parte dei sanitari del 118 accorsi sul posto. Tifosissimo dell’Avezzano calcio e appassionato di recitazione con la compagnia dialettale Tre Conche, della quale era divenuto presidente.
Uno dei primi ad accorrere sul luogo della disgrazia – nel palazzo Admiral lungo la Tiburtina tra Cappelle e Avezzano – è stato Aurelio Bruni che con Domenico aveva condiviso le stesse passioni: «È un colpo durissimo, dal quale dovrò faticare non poco per riprendermi, perché vederlo a terra mentre i sanitari gli praticavano il massaggio cardiaco è stata un’esperienza che non auguro a nessuno. Una persona solare, con la quale ho trascorso a stretto contatto tutta la campagna elettorale delle ultime amministrative, ma anche un collega in ambito teatrale, con le innumerevoli serate dedicate alle prove per assicurare a tutta la compagnia la buona riuscita del lavoro che sarebbe andato in scena».
Un altro che aveva conosciuto e apprezzato Domenico De Amicis è l’avvocato Gianni Paris, il presidente dell’Avezzano calcio: «Se sono tornato alla guida della squadra lo devo in gran parte a Domenico, perché quando lui capì che si stava avvicinando il baratro, venne nel mio studio insieme al suo amico Giovanni Minati e mi pregò di salvare una situazione quasi disperata. Era un tifoso appassionato», sottolinea Paris, «ma anche molto equilibrato e le sue critiche erano sempre costruttive».
La notizia della scomparsa di Domenico De Amicis ha fatto il giro della città in pochi minuti. Renzo Leonio, direttore della compagnia Tre Conche, ha la voce rotta dall’emozione: «Stento ancora a credere a ciò che è successo. Era il nostro attore di punta, sempre allegro, capace di tenere testa a tutto il gruppo». Bravo sia nell’interpretazione di ruoli seri, quanto di quelli più comici, ma Renzo Leonio ama ricordare una particolarità di Domenico: «Recentemente avevamo favorito l’ingresso di attori in erba, vale a dire di bambini alle primissime armi e Domenico era riuscito a legare particolarmente con loro, al punto che per tutti i giovanissimi, lui era lo zio Getteone».
Il teatro certamente, ma la prima e più autentica passione di Domenico De Amicis era il calcio e il suo amore per l’Avezzano lo portava a domeniche alterne a compiere lunghi viaggi al seguito della squadra.
Tonino Nuccilli, Giulio Bizzarri, Giovanni D’Eramo, Giovanni Minati, Ornelio Mei e Andrea Massimiani rappresentano lo zoccolo duro della tifoseria, un gruppo secondo il quale la maglia si tifa a prescindere, come conferma Tonino Nuccilli: «Una passione che non conosce la parola sacrificio, un amore che una volta stava per portare Domenico a compiere una mezza follia. Stavamo tornando da Matelica», ricorda Nuccilli, «e ad un tratto si accorse che aveva perso un paio di costosissimi occhiali che aveva acquistato la settimana prima; bloccò la vettura con l’intenzione di fare inversione per andare a cercarli, ma lo fermammo immediatamente perché eravamo in autostrada e vi lascio immaginare a cosa saremmo andati incontro».
Domenico lascia la moglie Katia e gli adorati figli Giovanni e Mauro. La salma si trova esposta nella casa funeraria Rossi in via Nuova. I funerali domani alle 15 nella chiesa Madonna del Passo.
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