Ucciso da un malore nel letto a 27 anni

1 Luglio 2020

Il giovane si era trasferito in Campania per fare il bagnino in uno stabilimento. Il sindaco Iulianella: «Affettuoso e sensibile»  

PESCINA. Un malore improvviso nel sonno ha spezzato a soli 27 anni la vita di Vincenzo Bertone di Venere, frazione di Pescina. Il ragazzo è morto a Mondragone, città del litorale campano, dove si era trasferito da qualche mese a casa del padre Dante, autotrasportatore, e della compagna Franca.
La triste notizia è arrivata nella Marsica solo nella tarda serata di lunedì, gettando nello sconforto più profondo familiari e amici. Da un paio di settimane Vincenzo aveva trovato lavoro come bagnino al Lido Aurora.
Dopo aver trascorso la mattinata sulla spiaggia era rincasato intorno all’ora di pranzo. Alla compagna del padre aveva detto di non sentirsi troppo bene e di non avere fame, ma solo bisogno di un po’ di riposo. Poi alle 18.30 il dramma. Quando la donna è entrata in camera da letto per svegliarlo e chiedergli come si sentisse, Vincenzo non rispondeva più. Sul posto è arrivata anche un’ambulanza, ma i sanitari non hanno potuto far altro che constatare il decesso. Sarà l’autopsia disposta dall’autorità giudiziaria e prevista per domani a stabilire l’esatta causa della morte. Con probabilità il ventisettenne è stato stroncato da un infarto. Prima di andarsene per sempre, Vincenzo aveva telefonato alla fidanzata del fratello chiedendole di portare un mazzo di fiori alla mamma Patrizia che il giorno seguente avrebbe compiuto gli anni. Aveva avuto un’infanzia difficile segnata dalla separazione dei genitori e da un amore sbagliato e a Mondragone aveva deciso di rincominciare e dare una svolta positiva alla sua vita. Aveva trovato un lavoro, si era iscritto in palestra e ogni tanto tornava nella Marsica per trascorrere un fine settimana in allegria con gli amici di sempre. Il suo sogno nel cassetto era entrare nell’Esercito; sebbene avesse lasciato anticipatamente la scuola era riuscito a conseguire il diploma pagandosi gli studi con il lavoro in un’azienda agricola della Marsica.
«Un cuore grande racchiuso dentro una corazza. Questo era Vincenzo, ragazzo altruista e amichevole con la passione per il calcio, le auto e la montagna, oltre che un gran lavorate», è il ricordo commosso dell’amica Daniela Martellone che, ancora incredula, ha provato a chiamarlo sul cellulare non appena appresa la triste notizia.
«Un ragazzo buono, affettuoso e sensibile uscito da un periodo di sofferenza che meritava di ritrovare una vita gratificante», aggiunge il sindaco di Pescina, Stefano Iulianella, «la notizia della sua morte ha sconvolto l’intera comunità che si è stretta intorno al dolore della famiglia».
I funerali, la cui data non è stata ancora stabilita, si svolgeranno a Venere. Lascia il padre Dante, la mamma Patrizia Tirabassi di San Benedetto dei Marsi, e il fratello minore Luca, militare a Udine.
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