Uffici allo sbando e servizi in tilt E in aula la tensione va alle stelle

Cooperative esterne e la perdita di posti di lavoro al centro del dibattito in consiglio comunale Approvate le modifiche alle norme tecniche di attuazione del Piano regolatore datato 1984
SULMONA. Uffici comunali allo sbando e servizi al collasso. Il mancato rinnovo dei contratti alle cooperative esterne al Comune sta producendo il duplice effetto della perdita dei posti di lavoro dei dipendenti esterni da un lato (quattro sono a casa da qualche giorno) e la paralisi degli uffici dall’altro. Da ieri, oltre all’ufficio sisma, è chiuso anche quello per il turismo. La delicata questione dei servizi esterni di palazzo San Francesco, che sta attraversando una delle sue fasi peggiori, anche a causa dello stop per gli operai del verde pubblico e della manutenzione fermi da mesi, è stata ieri al centro del consiglio comunale. L’argomento è stato oggetto di una lunga discussione in aula avvenuta in due fasi distinte: prima in mattinata, con l’interpellanza a firma della consigliera di minoranza Elisabetta Bianchi e poi nel pomeriggio con l’ordine del giorno ripresentato da parte della minoranza. Roberta Salvati dai banchi della maggioranza è stata l’unica a votare la sospensione della seduta per avere accesso agli atti riguardanti le cooperative, proposta dalla Bianchi e bocciata dal resto dei consiglieri. E proprio su questo punto la seduta si è animata, col capogruppo di Forza Italia che ha chiesto espressamente che venisse verbalizzata la mancata consegna dei documenti da lei richiesti durante il dibattito in aula. «La maggioranza non vuole mostrare gli atti, in barba alla trasparenza sbandierata in campagna elettorale dal sindaco», ha tuonato Bianchi. «Tre persone sono a casa e che diciamo poi dell’interruzione del servizio dell’ufficio sisma chiuso sia ad agosto che ora. Al rientro nel pomeriggio ci sono stati altri momenti di tensione dopo il rifiuto del presidente del consiglio comunale Katia Di Marzio di anticipare la discussione sulle coop come richiesto dai consiglieri di minoranza Alessandro Lucci e Bianchi. I due per protesta hanno abbandonato l’aula al momento della discussione sulla variante definitiva alle norme tecniche di attuazione del Piano regolatore generale, che è passata all’unanimità.
«Ora speriamo che si possa rimettere mano con la stessa armonia anche al piano regolatore generale, datato 1984», è intervenuto dai banchi dell’opposizione Antonio Di Rienzo. La modifica, avviata dal 2012, prevede la possibilità di realizzare in centro storico pub e attività ricettive nei seminterrati con particolari accorgimenti e terrazze a tasca (cioè interne ai tetti). Approvato anche il punto sulla trasparenza amministrativa. Quindi la presentazione dell’ordine del giorno sulle cooperative esterne ha riacceso la discussione. Con l’ordine del giorno la minoranza ha chiesto di non prevedere alcuna riduzione dei servizi né delle ore, in modo da poter scongiurare la paralisi amministrativa del Comune da un lato e la perdita di posti di lavoro dall’altro. In aula, i lavoratori interessati e i sindacati hanno partecipato ai lavori, dopo aver appeso sulla porta dell’ufficio turistico un cartello con la scritta: «L’ufficio turistico comunale è momentaneamente chiuso, in attesa del rinnovo contrattuale, ci scusiamo per il disservizio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

