Uffici chiusi, ricostruzione ferma

La protesta parte da Goriano Sicoli. Sindaci pronti allo sciopero della fame
GORIANO SICOLI. Sono pronti allo sciopero della fame o a riconsegnare le fasce tricolori e chiedono fondi per la riapertura degli uffici per la ricostruzione di frontiera e minacciano proteste eclatanti. La protesta viene messa in atto dai sindaci dei Comuni di Goriano Sicoli, Caporciano, Castel del Monte, Cugnoli, Montorio al Vomano e Rocca di Mezzo. Con loro altri 75 primi cittadini dei paesi fuori dal cratere simico sparsi nelle quattro province d’Abruzzo.
Le forme di protesta da mettere in campo saranno discusse in un incontro fissato per lunedì alle 16.30 nella sede dell’Usrc di Fossa.
«Gli uffici di frontiera che si occupano delle pratiche per la ricostruzione dei Comuni fuori cratere», afferma il sindaco di Goriano, Rodolfo Marganelli, che ha convocato la riunione a Fossa, «sono di fatto chiusi dal primo di marzo a causa della mancanza di fondi. Se nelle prossime ore non ci saranno interventi definitivi, come sindaci siamo disposti a mettere in atto forti forme di protesta eclatanti che saranno discusse di comune accordo nella riunione di lunedì, necessaria anche per chiarire il da farsi per il 2017. Speriamo non si debba arrivare a tanto e che il diritto alla ricostruzione dei paesi fuori dal cratere sismico sia ripristinato al più presto».
Per ovviare al problema, e far ripartire gli uffici di frontiera che fanno capo gli uffici territoriali per la ricostruzione, servirebbero circa 500mila euro. Fondi in grado di assicurare il pagamento degli stipendi dei lavoratori, delle spese di gestione e per rimettere in moto gli uffici che dovranno lavorare pratiche per oltre 270 milioni di euro per la ricostruzione di 75 paesi fuori cratere sismico spari per le quattro province. «Al momento», continua Marganelli, «come amministrazione abbiamo anticipato 4 mesi di stipendi e costi di gestione per il 2016, ma ora non possiamo andare più avanti». All’appello, inoltre, mancherebbero i pagamenti di alcuni mesi per l’anno 2016 e la sicurezza della copertura economica per tutto il 2017. (f.c.)
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