Ufficio di presidenza, Di Masci lascia

18 Maggio 2021

Dopo Bianchi anche l’ex sindaco va via in contrasto con la presidente Di Marzio

SULMONA. Lo aveva annunciato domenica scorsa e ieri lo ha fatto seguendo l’esempio di Elisabetta Bianchi, componente della minoranza. Bruno Di Masci ha deciso di lasciare l’ufficio di presidenza, in aperta divergenza con la presidente Katia Di Marzio. Così come Bianchi, l’ex sindaco di Sulmona ha dichiarato di non condividere i metodi e le modalità di gestione del consiglio comunale da parte del presidente. Ora resta solo da vedere se anche Deborah D’Amico, l’altra componente dell’ufficio di presidenza consiliare, deciderà di aggregarsi agli altri due. Cosa che appare molto probabile. Al momento nessuno dei componenti dimissionari ha invocato la sfiducia per la presidente, anche se Di Masci ha fatto chiaramente capire a Di Marzio di prendere atto della nuova situazione. Un invito implicito alla presidente a rassegnare le dimissioni. Di Marzio si è invece chiusa a riccio, confidando agli esponenti politici più vicini di essere rimasta molto delusa dalla presa di posizione dei due consiglieri dimissionari.
Raggiunta telefonicamente, la presidente ha tagliato corto con un laconico: «Per il momento non ho dichiarazioni da rilasciare». Di certo l’iniziativa, partita proprio dai banchi della minoranza, è destinata a lasciare conseguenze politiche soprattutto in vista delle prossime elezioni, perché sancisce la definitiva rottura tra i gruppi di centrosinistra e centrodestra, alcuni dei quali intenzionati, in un primo momento, su impulso del Pd, a comporre una coalizione trasversale da contrapporre alle liste civiche del sindaco uscente Annamaria Casini e dell’ex assessore regionale Andrea Gerosolimo. Nel frattempo, in attesa che Gianfranco Di Piero sciolga le sue riserve accettando la candidatura a sindaco per il centrosinistra, continuano frenetiche le trattative per preparare le liste che dovranno sostenerlo. Di Piero ha fatto capire a tutti di non essere disposto ad accettare il delicato ruolo se prima non conoscerà i nomi e le liste che lo sosterranno. (c.l.)
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