Ufficio senza capo: monta la protesta dei piccoli centri

8 Dicembre 2015

Dal governo ancora silenzio sulla proroga del dirigente I sindaci: «Fare presto per non fermare la ricostruzione»

L’AQUILA. Ancora silenzio dalla presidenza del Consiglio dei ministri sulla proroga del contratto del dirigente dell’Ufficio speciale del cratere sismico Paolo Esposito, che dal 30 novembre scorso è tornato a essere «un normale cittadino» in attesa di essere riconfermato a capo dell’ufficio che si occupa della ricostruzione pubblica e privata di oltre 160 Comuni (tra dentro e fuori cratere sismico) in tutto Abruzzo. Una proroga attesa entro Natale. Siamo, in teoria, ancora nei tempi. A non avere, invece, più tempo da perdere è la ricostruzione dei piccoli paesi che dall’Aquilano al Pescarese legano ad essa la ripresa sociale ed economica. Anche una settimana senza un dirigente che firmi lo sblocco dei fondi è un tempo interminabile. E cresce la preoccupazione dei sindaci che vedono assottigliarsi le risorse stanziate per cassa e competenza.

All’interno degli uffici dell’Usrc di Fossa le pratiche della ricostruzione pubblica e privata e delle scuole vanno avanti, e procede anche il lavoro di istruttoria degli 8 Utr (gli Uffici territoriali) in una sorta di auto-coordinamento, ma senza soldi. Per essere trasferite ai Comuni sia per cassa che per impegno, le risorse economiche devono essere “accordate” dal titolare dell’Usrc, che è anche titolare della contabilità speciale, l’unico che può firmare, secondo le norme stabilite dal governo, l’erogazione delle risorse. Dunque, non può esserci un delegato che lo sostituisca, con il risultato che da una settimana è tutto fermo. La stessa situazione che si venne a creare più o meno un anno fa all’Ufficio speciale dell’Aquila, quando Paolo Aielli lasciò l’incarico per passare alla Zecca dello Stato: nessuno firmava le istruttorie. «Per quanto riguarda la proroga di Esposito, dovrebbe esserci un problema di copertura finanziaria del contratto. Se l’assenza del dirigente dovesse protrarsi», spiega il coordinatore dei sindaci del cratere Francesco Di Paolo, sindaco di Barisciano, «i problemi saranno seri. Sono 6-7 i Comuni che stanno per finire la cassa (le risorse necessarie per finanziare i cantieri, ndr) e hanno fatto richiesta per circa 10 milioni di euro», spiega. Mentre ci sono al momento anche istruttorie pronte per 70 milioni di competenza. «Abbiamo inviato un verbale al governo in cui noi sindaci diamo l’assenso alla proroga per Esposito», spiega Di Paolo. L’improvviso stop va a incidere, intanto, sul processo di ricostruzione avviato dall’Usrc, che durante il 2015 ha toccato quota 100 cantieri finanziati, 46 piani di ricostruzione firmati e diversi progetti scolastici avviati. Un’impasse che poteva forse essere evitata, perché il governo era a conoscenza della durata triennale del contratto. Intanto arrivano critiche dall’ex coordinatore dei Comuni del cratere, Emilio Nusca: «Che il mandato del direttore avesse durata di tre anni e che sarebbe arrivata la scadenza lo si sapeva da tempo (è la legge Barca che lo prevede), ma nessuno si è premurato, in vista della scadenza, di intervenire, o nella direzione della sua riconferma, o della sua sostituzione. Eppure, stiamo parlando di una figura che ha un ruolo importante, addirittura fondamentale da svolgere, visto anche le significative risorse pubbliche previste come compenso. Mi risulta difficile immaginare, proprio perché conosco singolarmente tutti i 50 dipendenti dell’Usrc di Fossa, che fra loro non ci sia nemmeno una persona a cui affidare momentaneamente tale funzione. Sarebbe bastato semplicemente un provvedimento del direttore, coadiuvato da un parere del tavolo di coordinamento e di un esperto consulente in diritto amministrativo e forse non saremmo in questa situazione».

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