Ufficio sisma bloccato: sono 28 le pratiche al palo

L’assessore Angelone: chiesto un incontro con Fico, direttore dell’Usrc di Fossa Sono 120 gli sfollati di Sulmona che ancora non possono tornare a casa
SULMONA. Ricostruzione post-sisma di nuovo al palo in città a causa della sospensione delle attività dell’Ufficio decentrato di Goriano Sicoli che gestisce le pratiche fuori cratere.
Il sindaco del paese della Valle Subequana, Rodolfo Marganelli, ha infatti dovuto avvertire i colleghi sulla sospensione del lavoro dell’Utr 7, in assenza dei fondi e di disposizioni da parte del governo centrale con l’arrivo del nuovo anno.
Le pratiche in istruttoria nell’ufficio di Goriano per Sulmona sono 11, a cui ne vanno aggiunte altre 17 da valutare, per un totale di 28. Troppe per le ditte edili che restano in attesa da tempo del pagamento dei Sal (Stato di avanzamento lavori), alcune anche per somme che si aggirano sugli 800mila euro.
Per questo l’assessore comunale alla Ricostruzione Antonio Angelone si è attivato per recuperare le pratiche ferme e far ripartire la convenzione coi tecnici di Abruzzo Engineering.
L’accordo con il braccio operativo della Regione, promosso anni fa dall’ex assessore regionale Andrea Gerosolimo, aveva fatto ripartire la ricostruzione rimasta al palo in città per troppo tempo, inviando un architetto e due ingegneri a Sulmona.
«Siamo di nuovo di fronte a un fuori cratere dimenticato dal governo nazionale», osserva Angelone. «Ho chiesto un incontro urgente al direttore dell’Usrc di Fossa, Raffaello Fico. Sarà mio impegno urgente riprendere tutte le pratiche ferme negli Uffici Utr di Goriano. Lo stop che arriva dall’Utf 7 è grave e per questo ci stiamo già muovendo per sollecitare chi di dovere».
A settembre scorso era arrivata dall’Ufficio centrale di Fossa un’importante dotazione di fondi, pari a un milione e mezzo di euro, per portare avanti i cantieri e dare ossigeno alle ditte. Con le varie rendicontazioni e richieste di copertura finanziate sono state sovvenzionate diverse pratiche e a oggi il fabbisogno di cassa è pari a 5 milioni e 607.947 euro. «Per ottenere questo risultato è stato necessario molto lavoro», spiega l’assessore comunale. «Sono stati eseguiti tutti i riscontri annuali necessari per il trasferimento di cassa, con la massima precisione e puntualità di tutto lo staff di tecnici che continua a lavorare in silenzio nell’ufficio sisma di Sulmona, che esiste e si vede, in collaborazione con il valido e competente ufficio di ragioneria».
Intanto, sono circa 120 gli sfollati sulmonesi, rimasti senza casa dal terremoto del 2009 con contributi per l’autonoma sistemazione a singhiozzo. Intanto, venerdì scorso l’assessore e il gruppo di volontari di Protezione civile e Croce Rossa di Sulmona si sono recati all’Ingv per un incontro di formazione.
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