Un’auto abbatte la croce dei martiri delle foibe

18 Agosto 2019

PRATOLA PELIGNA. L’hanno trovata divelta e ripiegata. Si tratta della croce in ricordo dei martiri delle foibe posizionata sulla rotonda che divide via Nolfense da via per Prezza a Pratola Peligna....

PRATOLA PELIGNA. L’hanno trovata divelta e ripiegata. Si tratta della croce in ricordo dei martiri delle foibe posizionata sulla rotonda che divide via Nolfense da via per Prezza a Pratola Peligna. La croce in ferro è stata schiacciata dal passaggio di un’auto di grossa cilindrata, molto probabilmente un fuoristrada. L’auto, stando a una prima ricostruzione, avrebbe sbandato per poi invadere la rotatoria e schiacciare la croce passandoci sopra. Sul posto, per gli accertamenti, sono intervenuti i carabinieri e gli agenti della polizia municipale, oltre al sindaco di Pratola Peligna, Antonella Di Nino. La zona è stata transennata, mentre è scattata l’indagine per identificare l’auto e il guidatore che hanno causato il danno. Inoltre, si stanno cercando anche testimoni nei palazzi vicini all’incrocio per capire se qualcuno abbia assistito all’incidente. A ridosso della croce, inoltre, sono stati trovati dei frammenti di plastica tipici del fuoristrada di marca Dacia Duster.
L’incidente si è verificato nella notte. La zona della rotatoria è stata transennata con del nastro e della segnaletica e a breve si avvieranno le operazioni per rimuovere la croce che dopo lo schiacciamento ha invaso in parte il manto stradale.
«Stiamo lavorando per ripristinare al più presto il monumento danneggiano», ha detto il sindaco Antonella Di Nino, «l’opera era stata voluta e realizzata durante il mio mandato da vicepresidente della Provincia dell’Aquila. Sono convinta che la distruzione della croce sia ricollegabile a un incidente e non a un atto vandalico come in un primissimo momento si era pensato».
Il monumento era stato realizzato dalla Provincia nel febbraio del 2015 per ricordare i martiri delle foibe di Istria, Dalmazia e Venezia Giulia. Uomini, donne e bambini che vennero gettati e uccisi nelle grotte carsiche durante la Seconda guerra mondiale.
Al tempo, l’inaugurazione del monumento, diede anche il via libera a una serie di polemiche, rientrate nel giorno dell’inaugurazione a cui parteciparono autorità civili e religiose. (f.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.