Un calo demografico senza freni: sotto i 40mila abitanti nel 2028

Se non invertirà la tendenza la città continuerà a pagare la discesa delle nascite e degli arrivi migratori Stesso trend per Sulmona. Regge solo L’Aquila, ma la provincia avrà 12mila residenti in meno nel 2031
AVEZZANO. La città di Avezzano scenderà sotto la soglia dei 40mila abitanti entro il 2028. Anche Sulmona non se la passerà bene: in nove anni vedrà calare i residenti di duemila unità. In una provincia dell’Aquila che complessivamente si spopolerà di altre 12mila persone, resisterà soltanto il capoluogo, che però non riuscirà a tornare sopra alla soglia dei 70mila residenti. Sono queste le previsioni elaborate dagli esperti dell’Istat, che hanno preso in considerazione una serie di fattori cruciali – come il tasso di nascita e di mortalità e i flussi migratori – e le tendenze degli ultimi anni che li riguardano. E il trend nell’Aquilano è ormai chiaro da tempo: sono sempre meno quelli che ci abitano.
IL CALO È GIà IN CORSO
Le statistiche Istat sono già oggi impietose per l’Aquilano. Tra il primo gennaio 2021 e il primo gennaio 2022 la provincia complessivamente ha infatti perso 2.400 abitanti: da 290.811 a 288.439 in soli dodici mesi. E il record è proprio della città di Avezzano, che da sola ne ha persi 411: da 41.283 residenti a 40.872. Calo simile, in proporzione, per la città di Sulmona: da 22.643 a 22.388, cioè meno 255 abitanti in un anno. In controtendenza, invece, la città dell’Aquila, che si mostra ancora in positivo, crescendo di 159 persone e tornando a 69.508 residenti.
Il report mensile, che indica dati ancora non consolidati, conferma la tendenza in discesa: da gennaio a maggio la provincia ha perso altri mille abitanti, Avezzano 160 e Sulmona 130. Mentre L’Aquila, negli stessi primi cinque mesi del 2022, ne ha guadagnati circa 150.
LE PREVISIONI
Secondo le previsioni dell’Istat, quindi, l’Aquilano da qui al 2031 perderà ogni anno tra lo 0,41 e lo 0,52 per cento di abitanti. Fino ad avere un saldo negativo di 12mila persone: dai 288.439 di oggi ai 276.696 tra nove anni. La provincia tornerà sotto alla soglia dei 280mila residenti, sempre secondo l’istituto di statistica, nel 2029. La causa principale è l’emigrazione: almeno 5mila persone se ne andranno ogni anno dall’Aquilano, la metà per trasferirsi in altre province abruzzesi, l’altra metà per andarsene fuori regione. E i flussi in entrata e le nascite saranno sempre meno in grado di compensare l’emorragia.
La città di Avezzano, invece, scenderà nel 2028 sotto ai 40mila abitanti. E lo farà perché, secondo l’Istat, vedrà scendere innanzitutto il numero di nuove nascite (dalle 284 dell’anno scorso alle 259 del 2031), ma anche di diverse decine gli arrivi annuali dei movimenti migratori in entrata. Così come avverrà per il centro marsicano, se non invertirà la tendenza nei prossimi anni, allo stesso scenario sembra destinata anche Sulmona, che invece si ritroverà già nel 2032 sotto alla soglia dei 20mila abitanti.
La città dell’Aquila vivrà invece un’altalena demografica, fatta di una salita per qualche anno e poi di una discesa, ma sostanzialmente resterà costantemente tra i 69 e i 70mila abitanti residenti. Questo perché, secondo l’Istat, le nascite, le morti e i flussi migratori hanno trovato una sorta di punto di equilibrio tra loro negli ultimi tempi. Equilibrio che potrebbe mantenersi anche nel prossimo futuro. Il completamento della ricostruzione sarà però cruciale: se darà sviluppo alla città potrebbe incrementare gli arrivi.
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