Un cittadino: pagate tasse non dovute ma lo Stato si rifiuta di restituirmi i soldi
L’AQUILA. Da Toni Santogrossi riceviamo: «Sono agente di commercio. Ho pagato per un periodo la tassa chiamata Irap. Successivamente è stato legiferato che gli agenti di commercio non "strutturati"...
L’AQUILA. Da Toni Santogrossi riceviamo: «Sono agente di commercio. Ho pagato per un periodo la tassa chiamata Irap. Successivamente è stato legiferato che gli agenti di commercio non "strutturati" non avrebbero dovuto pagarla. Ho richiesto il rimborso del pagamento effettuato ma non dovuto e l'Agenzia delle Entrate ha respinto, senza alcuna motivazione, la mia richiesta. Nell'agosto del 2009 e del 2010, subito dopo il sisma, quando nessuno pagava le imposte, ho pagato il bollo auto. Ho chiesto trattamento pari agli altri automobilisti "del cratere", cioè il rimborso e la Regione mi ha risposto che nulla mi era dovuto anche se gli altri non avevano pagato e non avrebbero pagato. Nel maggio 2009 ho versato l'Iva percepita nel primo trimestre dell'anno, prima del terremoto. Nel frattempo a favore del "cratere" furono emanate tante leggine fino alla famosa direttiva che prevedeva l'abbattimento delle tasse del 60% del dovuto. Ma quali tasse? Quali categorie di tasse?Non importa. Fatto sta che anche coloro che non versarono l'Iva percepita nel primo trimestre del 2009, quindi ante sisma, hanno usufruito e stanno usufruendo dell'abbattimento del 60% del dovuto. Nel 2012 ho presentato all'Agenzia delle Entrate domanda di rimborso del 60% dell'importo versato. Mi è stato negato. Avverso il diniego ho presentato ricorso avanti la Commissione tributaria competente. Ad esso L'Agenzia delle Entrate ha contro dedotto citando leggi e decreti, direttive europee ecc. che però, di fatto, continuano ad esistere solo sulla carta. Da come abbiamo letto sui giornali degli ultimi tempi, l'Europa ancora non si pronuncia in modo definitivo su come definire i benefici fiscali di cui stiamo parlando e di cui, in ogni caso, i cittadini aquilani stanno usufruendo. Perciò ho chiesto la restituzione del 60% della somma versata, ovvero di 1.558,59 euro, o, in via alternativa, la sospensione della decisione in attesa che la normativa europea diventi certa e definitiva. Insomma l'Agenzia delle Entrate non può dire: "a te non spetta nulla e basta". Ho chiesto, pertanto, che tale giudizio, venga sospeso fino alla enunciazione definitiva della questione.
La Commissione Tributaria Provinciale ha respinto il mio ricorso e dato ragione all'Agenzia delle Entrate. Eppure, tante volte ho immaginato di leggere sui giornali: "Il contribuente che ha pagato le tasse nel maggio 2009, è un esempio del comportamento che i cittadini dovrebbero tenere nei confronti della collettività. Perciò rimborsiamo ciò che ha pagato e formuliamo pubblico encomio per l'esempio dato".
Ho pagato, ho fatto male.
Pagare lo Stato …. non paga».

