Un coro di no alla proposta di riallagare il Fucino

20 Agosto 2017

AVEZZANO. Un lago nella zona del Bacinetto e delle zone boschive per migliorare il clima nel Fucino. Sono queste le proposte del professor Giorgio Giannini per evitare i cambiamenti climatici nell’ar...

AVEZZANO. Un lago nella zona del Bacinetto e delle zone boschive per migliorare il clima nel Fucino. Sono queste le proposte del professor Giorgio Giannini per evitare i cambiamenti climatici nell’area del vecchio lago. L’idea rispolverata di recente dallo storico, che verrà illustrata nel dettaglio in un incontro previsto per sabato alle 11 nella sala consiliare del Comune di Tagliacozzo nell’ambito delle iniziative proposte dall’associazione culturale marsicana, era già stata prevista dagli ingegneri romani ai tempi del prosciugamento effettuato sotto l’imperatore Claudio ma venne mai realizzata. «Il Bacinetto era il punto più basso del lago», ha commentato l’assessore alle infrastrutture agricole del Comune di Avezzano Felicia Mazzocchi. «Da sempre è stato considerato una specie di riserva bagnata, che però poi è stata prosciugata come il resto del lago. Ai fini climatici questa idea mi sembra forse bizzarra, perché davanti a 14mila ettari di coltivazioni non credo che riallagare il Bacinetto sia sufficiente per risolvere i problemi. Forse è più importante lavorare sul progetto dell’impianto irriguo previsto dal Masterplan Abruzzo. Siamo stati di recente a Pescara e abbiamo avuto modo di confrontarci con il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, il quale ha assicurato che il progetto definitivo dell’impianto di irrigazione del Fucino andrà avanti. È un’opportunità che non possiamo perdere per la quale sono stati già investiti 50 milioni necessari per un’infrastruttura richiesta dal territorio e dalle aziende che vi operano. Servono poi interventi seri anche sulle strade, ma questo speriamo di poterlo fare». Per Dino Iacutone, ex presidente del consorzio di Bonifica, riallagare il Bacinetto e creare delle zone boschive con i pioppi intorno all’area non porterebbe nessun vantaggio. «Non si può pensare di allagare una zona ristretta che in poco tempo si trasformerebbe in uno stagno», ha affermato Iacutone. Critico anche Stefano Fabrizi, presidente di Confagricoltura, per il quale «chi non conosce il Fucino farebbe bene prima a farsi un giro e poi a lanciare iniziativa simili». (e.b.)
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