«Un documento salva Maternità»

16 Aprile 2015

Gli occupanti del municipio: Chiodi prevedeva deroga per Sulmona

SULMONA. Al 19esimo giorno di occupazione dell’aula consiliare il presidio civico pro punto nascita riapre la partita in difesa del reparto. Dopo una non semplice ricerca dei vari atti regionali che hanno portato al fatidico decreto del 10 del febbraio scorso (quello che stabilisce le chiusure di Sulmona, Atri, Penne e Ortona), gli attivisti si sono accorti di una anomalia. Nel senso che fino al 23 luglio scorso, prima della nomina del neo presidente della Regione Luciano D’Alfonso a commissario ad acta della sanità, il documento del Comitato regionale per il percorso nascita in Abruzzo prevedeva una deroga alla chiusura per Sulmona. Documento che porta la data del dicembre 2013. Eccezione che poggiava sulle condizioni orografiche del Centro Abruzzo e sui tempi di percorrenza dagli ospedali più vicini di Avezzano e Chieti (50 minuti da Sulmona e ben più di un’ora da Castel di Sangro). Parte che scompare negli atti successivi alla nomina di D’Alfonso. «Perché Sulmona viene fatta fuori ora?» domanda Mauro Tirabassi «perché la scelta è solo politica». Al di là delle singole responsabilità, il dossier già spedito all’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dà nuova linfa alla battaglia. «Ora D’Alfonso, Zuccatelli e il rigido Paolucci dovranno darci una spiegazione» incalza l’avvocato Elisabetta Bianchi «per noi si apre uno spiraglio determinante dopo che li abbiamo stanati». È stata invitata al presidio domani alle 18 la giunta comunale, con cui valutare come ottenere la deroga alla chiusura già avviata. «Riscontriamo una forte anomalia in queste due impostazioni» aggiunge Luigi La Civita «nella prima si ipotizzava un margine di 800 parti, col reparto potenziato. Ma noi non ne facciamo una questione di casacche e invitiamo a fare fronte comune». Invito ribadito da Alberto Di Giandomenico, che ha annunciato che la battaglia scenderà in piazza XX Settembre nel comizio di sabato alle 19.

Intanto, i circoli Pd della Valle Peligna rilanciano l’appello «alla riapertura del tavolo per scongiurare la chiusura, altrimenti ci saranno esiti imprevedibili».

Federica Pantano

©RIPRODUZIONE RISERVATA