Un evento nel segno del fascista Serena

Presentata la manifestazione che parte il 4 ottobre. D’Angelo: bisogna puntare sul turismo storico come a Predappio
L’AQUILA. Dal richiamo al gerarca fascista Adelchi Serena, al dibattito sull'Operazione Quercia, il 12 settembre 1943, per la liberazione di Benito Mussolini, prigioniero nell'albergo di Campo Imperatore.
La conferenza stampa, a Palazzo Fibbioni, di presentazione della Festa della Montagna, che ha sostituito il Festival della Montagna, archiviato dall'amministrazione tra mille polemiche, ha preso piega e toni nettamente politici.
Su tutti, l'intervento del consigliere comunale delegato alla Montagna, Daniele D'Angelo, che ha parlato di «un'occasione per ridare vigore al turismo storico», osannando la figura del gerarca Serena, «che quasi cento anni fa ha avuto la brillante intuizione di portare il turismo romano all'Aquila».
Una sottolineatura tanto marcata da indurre il sindaco, Pierluigi Biondi, a intuirne già le conseguenze: «Ecco, abbiamo ridato lo spunto ai giornali per i titoli di domani (oggi, ndc)», il suo commento. Un programmma, quello della Festa della Montagna, che si svolgerà dal 4 al 6 ottobre prossimi alla Villa Comunale, che guarda a un potenziale prettamente storico.
Sempre con un occhio attento al ventennio fascista.
“W ADELCHI SERENA”. L'intervento di D'Angelo, vice presidente del Comitato organizzatore, è stato quasi totalmente incentrato su Adelchi Serena, «a cui si deve la realizzazione della stazione sciistica di Campo Imperatore» e che, secondo il consigliere comunale, «consentì di veicolare il turismo romano sul Gran Sasso». Poi, il riferimento a Predappio «che non ha nulla a che vedere con l'apologia», si è affrettato a chiarire D'Angelo, «ma che potrebbe essere un esempio a cui ispirare i turismo storico, per attrarre a Campo Imperatore visitatori alla scoperta dei fatti accaduti nel passato».
Nel caso specifico, la seconda guerra mondiale, la prigionia e la liberazione di Mussolini. Un cenno anche alle potenzialità scientifiche: «Abbiamo il ghiacciaio più a Sud d'Europa, una riserva naturale di Permafrost (ghiacci perenni)».
OPERAZIONE QUERCIA. La Festa della Montagna costerà 72 mila euro, di cui 60mila attinti dal capitolo B1 dei fondi Restart e 12mila reperiti tramite sponsorizzazioni private. «Ringrazio i componenti del Comitato per il lavoro svolto secondo una logica ben precisa: il personaggio, il dibattito, lo sport e l'evento», ha dichiarato Biondi, «abbiamo voluto rappresentare la montagna a 360 gradi, non solo legata allo sci, ma per la sua storia: troppo spesso dimentichiamo che il Gran sasso è stato testimone di un evento storico decisivo». La prigionia di Benito Mussolini e la sua liberazione.
GLI EVENTI. Il calendario degli eventi è stato illustrato da Mario Di Gregorio, presidente del Comitato: il 4 ottobre alle 10, apertura del villaggio alla Villa Comunale e, a seguire, il dibattito su: “La montagna che vive”. Nel pomeriggio si parlerà di percorsi dello spirito e turismo religioso. Alle 20.30 concerto della Corale Gran sasso e video contest. Il 5 evento divulgativo “Montagna in sicurezza” e dibattito sull'Operazione Quercia, con il regista, Pierfrancesco Pingitore. Alle 20.30 proiezione del docufilm “K2 la montagna degli italiani”. In serata musica dal vivo. Il 6 ottobre ci sarà la campionessa olimpionica Manuela Di Centa. Alle 21 concerto di Sergio Caputo, «ospite molto gradito», ha concluso Biondi.
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