Un infermiere marsicano in quarantena

24 Febbraio 2020

Si trova a Codogno ed è venuto in contatto con il “paziente 1”, il 38enne che ha diffuso la patologia nel Lodigiano

AVEZZANO. C’è anche un marsicano tra gli infermieri dell’ospedale di Codogno (Lodi) sottoposti a quarantena obbligatoria.
È venuto a contatto con il “paziente 1”, il 38enne di Codogno che ha diffuso il virus, arrivato in ospedale alcuni giorni fa. «La situazione è molto critica», racconta l’infermiere. «Sono dovuto uscire di casa per andare a fare il tampone perché fino a ora, dopo giorni di attesa, non sono ancora stato sottoposto a questo controllo e il numero per le richieste è sempre occupato. Ho seguito un iter obbligatorio tramite medico competente», spiega l’infermiere di origini marsicane, che vive da tempo nel Lodigiano. «Sono in quarantena obbligatoria come tutto il personale sanitario che è stato in contatto con i pazienti contagiati».
Si tratta degli infermieri e dei medici che hanno trattato i casi noti a Codogno.
Fino a ora però, per molte di queste persone in prima linea non sono stati eseguiti i tamponi per accertare la presenza o meno del coronavirus. La situazione nei Comuni interessati dal focolaio è quindi difficile. Oltre a Codogno ci sono Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano. Dopo la chiusura dell’ospedale di Codogno, gli infermieri sono rimasti nella struttura fino alla sera del giorno successivo, il 21 febbraio. All’arrivo degli altri infermieri per il cambio turno, il personale è stato mandato a casa e messo in quarantena obbligatoria, secondo le disposizioni del ministero della Salute. Però fino a ora non è stato eseguito ancora il tampone. Inoltre, il resto del personale medico infermieristico è in crisi a livello fisico e psicologico perché nessuno fino a ora è stato in grado di dare risposte.
Gli infermieri hanno scritto, infatti, una lettera urgente al direttore sanitario dell’ospedale: «Segnaliamo il nostro avvenuto contatto diretto in questi giorni con i medici risultati positivi ai test effettuati per la ricerca del coronavirus dopo aver saputo che per i medici di reparto è stata predisposta la misura cautelare della quarantena. Segnaliamo inoltre che la quasi totalità dei nostri colleghi infermieri ha telefonato per segnalare l’indisponibilità per poter essere presente nel reparto nelle prossime giornate, aprendo così ovvi problemi di continuità assistenziale».
Gli infermieri, come è noto, stanno facendo turni insostenibili.
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