Un’intera famiglia è contagiata: riaperta la Rianimazione nel G8

8 Settembre 2021

Nel reparto è ricoverata una donna di 70 anni non vaccinata, gli altri si trovano a Malattie infettive Marinangeli: «Il numero dei ricoveri è in crescita e le proiezioni ci danno una curva in salita»

L’AQUILA. Tutti i componenti di una famiglia macedone, residenti all’Aquila, sono risultati positivi al Covid e sono attualmente ricoverati all’ospedale San Salvatore: la più grave è una donna di 70 anni, non vaccinata, che è stata trasferita in Rianimazione, nel reparto G8 riaperto per assisterla. Gli altri tre pazienti si trovano a Malattie infettive, dove i posti letto sono occupati per la maggior parte da persone straniere recentemente rientrate dall’Est Europa.
MARINANGELI. «Il numero dei ricoveri cresce», spiega il primario di Terapia intensiva e Rianimazione Franco Marinangeli, «e purtroppo le proiezioni per i mesi di ottobre e novembre ci danno una curva in risalita, per quanto riguarda la pressione sulle terapie intensive. Probabilmente non avremo i numeri dello scorso anno, quando risultavano ricoverati tra i 20 e i 30 pazienti contemporaneamente, ma ci vorranno lo stesso tante energie per fronteggiare la situazione».
Ad essere più esposti al virus, che circola ormai soprattutto nella variante Delta, sono i non vaccinati. Non si stanca di ripeterlo, Marinangeli: «Ci sono meno restrizioni, è caduto l’obbligo della mascherina all’aperto, le persone avvertono di meno i rischi e girano di più. Quindi, anche il virus circola e colpisce maggiormente la parte della popolazione che ancora non si è vaccinata ed è sovraesposta, rispetto ai mesi precedenti».
Secondo il primario, occorre superare la conflittualità che si è creata tra pro vax e no vax e va messa in campo una corretta informazione, destinata a chi ha semplicemente paura del vaccino.
GRIMALDI. «Nel reparto di Malattie infettive», sottolinea il primario Alessandro Grimaldi, «in questi giorni stiamo ricoverando soprattutto stranieri e in particolare si tratta di persone che rientrano dai loro paesi di origine, dove hanno trascorso l’estate. Tanti provengono dall’Est Europa, come la famiglia macedone arrivata nella notte tra lunedì e martedì. Per la maggior parte non sono vaccinati: evidentemente nei loro territori la situazione epidemiologica è critica perché non si sta portando avanti la campagna vaccinale. Intere famiglie si contagiano, tra loro anche i bambini. E tra i nostri pazienti, attualmente, ci sono solo cinque italiani», conclude Grimaldi, «che invece rappresentavano la maggioranza dei ricoverati nel periodo successivo alle feste».
MEDICI NO VAX. Intanto, la Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila ha inviato al personale sanitario che non ha effettuato la vaccinazione una mail di sollecito, tramite posta certificata: l’obiettivo, secondo fonti aziendali, è convincere i no vax a ingranare la retromarcia, prima di intraprendere azioni più drastiche, come la sospensione dal lavoro, già peraltro adottata in altre regioni.
In Abruzzo la percentuale oscillerebbe intorno al 10 per cento del totale, tra medici, infermieri e operatori socio sanitari, mentre nell’azienda sanitaria aquilana non si hanno finora notizie di dottori non vaccinati, come affermato recentemente dal presidente dell’Ordine provinciale dei medici Maurizio Ortu.
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