Un invaso artificiale per la lotta agli incendi

22 Febbraio 2024

Fagnano Alto. L’infrastruttura idrica sarà realizzata a Campana, a disposizione ci sono 7,8 milioni

FAGNANO ALTO. Un invaso artificiale a uso antincendio in località Campana, a Fagnano Alto; interventi di riqualificazione dei tratturi escursionistici; progetti infrastrutturali per vivere la montagna in maniera sicura e un sistema di rifugi diffusi a disposizione dei visitatori delle aree protette. Sono alcuni dei progetti finanziati dalla Regione, su impulso dell’assessorato all’Ambiente, che verranno realizzati nel perimetro del Parco Sirente-Velino con i fondi per lo sviluppo e la coesione (Fsc), per un importo di circa 10 milioni. Investimenti strategici che hanno lo scopo di rivitalizzare ulteriormente il Parco naturale regionale, promuovendo politiche di sistema con le comunità locali.
Un invaso idrico, progettato in risposta all’urgente necessità di proteggere l’ambiente da incendi sempre più frequenti ed estesi, amplificati dai cambiamenti climatici, sarà realizzato a Campana con tecniche di escavazione e stratificazione impermeabile, supportate da elementi naturali come legno e pietra. Sarà dotato di canali di afflusso e deflusso progettati con soluzioni ingegneristiche all’avanguardia e garantirà la disponibilità di risorsa idrica da destinare alle operazioni di intervento in caso di incendi, consentendo il prelievo diretto da autobotte, con elicottero e con mezzi aerei. Il costo stimato dell’opera è di circa 7 milioni 850mila euro.
Il piano strategico “Around Velino. Per una fruizione in sicurezza della montagna” è frutto di un protocollo d’intesa tra i Comuni di Magliano de’ Marsi, Massa d’Albe, Ovindoli e Rocca di Mezzo, con il Parco nel ruolo di ente capofila. Con un investimento iniziale di 970mila euro, a parziale attuazione dell’accordo quadro, verranno riqualificati e attrezzati 3 rifugi, rispettivamente nei comuni di Magliano, Massa d’Albe e Ovindoli, per mettere a disposizione di alpinisti ed escursionisti dei ripari sicuri.
Il terzo progetto prevede un sistema di “rifugi diffusi”, lungo l’esistente rete sentieristica, al fine di incentivare il turismo naturalistico: delle strutture prefabbricate andranno a sostituire i fatiscenti rifugi costruiti negli anni ’70 dalla Comunità montana Sirentina e saranno dotate di posti letto, docce, di una zona living e di una zona di bivacco esterna. Avranno spazi e attrezzature per il ricovero di biciclette e per la ricarica di e-bike. All’interno sarà presente una stufa a combustibile solido (legna/pellet) e saranno energeticamente autonome e sostenibili, essendo provviste di pannelli fotovoltaici. Essendo ubicate in zone non coperte dal segnale telefonico, verranno dotate di sistema di connessione a internet. In uno spazio contenitivo esterno, infine, verranno alloggiate le batterie per l’accumulo e i rifiuti solidi.
«Abbiamo promosso un modello di sviluppo basato su sostenibilità ambientale e crescita economica», afferma il vice presidente della Regione con delega all’Agricoltura e all’Ambiente, Emanuele Imprudente, «capace di incentivare il sistema dell’accoglienza».