Un licenziamento e 6 sospensioni Stangata sugli impiegati infedeli

27 Marzo 2019

Multe con tagli agli stipendi e rimproveri verbali per altri 13, archiviata la posizione di 5 dipendenti Sorpresi a fare la spesa, durante un incontro amoroso o mentre assistevano al Giro d’Italia

SULMONA. Un licenziamento, sei sospensioni (da un massimo di sei mesi a un minimo di 8 giorni), 5 rimproveri verbali, una multa di 4 ore di retribuzione per altri otto dipendenti e 5 archiviazioni. A più di tre anni dall’avvio dell’inchiesta della Guardia di finanza sui furbetti del cartellino del Comune di Sulmona arrivano anche i provvedimenti disciplinari. E sono molto pesanti. Il licenziamento riguarda il messo comunale Stefano Pezzella al quale le Fiamme gialle avevano mosso le contestazioni più dure. Mentre le sei sospensioni sono state decise per gli altri dipendenti per i quali la Procura già ha chiesto il rinvio a giudizio: Mirella Santilli, Felicia Vanacore, Marco Chiavari, Giovanni Del Signore, Roberto Fonte e Venanzio Piccoli. I dipendenti infedeli erano stati filmati mentre, dopo aver regolarmente timbrato l’ingresso in Comune, uscivano per andare a fare la spesa. In un caso un dipendente era stato immortalato durante un incontro amoroso. In un altro un impiegato era stato sorpreso ad assistere alla partenza del Giro d’Italia di ciclismo. Il segretario comunale Nunzia Buccilli in soli tre mesi è riuscita a chiudere l’inchiesta amministrativa. Obiettivo che i precedenti componenti dell’Ufficio provvedimenti disciplinari non sono riusciti a raggiungere in tre anni. E forse proprio su questo punto si articoleranno i ricorsi dei difensori dei dipendenti comunali raggiunti da provvedimento, secondo i quali l’azione disciplinare doveva essere avviata subito dopo la contestazione dei fatti, e quindi tre anni fa. Per quanto riguarda l’azione portata avanti dal segretario comunale Buccilli, ieri era l’ultimo giorno utile per inviare le contestazioni che sono state in tutto 25 alle quali vanno aggiunti i 12 rimproveri verbali che l’ufficio provvedimenti disciplinari aveva rivolto ad altrettanti dipendenti subito dopo la lettura della documentazione fornita dalla Guardia di finanza. All’origine erano 49 i dipendenti comunali messi sotto inchiesta dalle Fiamme gialle tra i quali però figuravano anche cinque dipendenti delle cooperative. «Un provvedimento abnorme e illegittimo, non tanto nel merito della vicenda che deve essere ancora valutata sotto il profilo penale», afferma l’avvocato Alberto Paolini, che difende l’unico dipendente licenziato, «quanto nell’eccezione preliminare che il Comune ha voluto rigettare sulla tardività e decadenza del procedimento disciplinare avviato fin dall’ottobre del 2016 quando la Guardia di finanza rese nota la vicenda che coinvolgeva 49 dipendenti comunali. Per far valere le ragioni del mio assistito, andrò avanti fino in Cassazione. Anche se sono convinto che non ce ne sarà bisogno perché il giudice del lavoro ci darà ragione fin dalla prima udienza».
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