«Un luogo che è anche cultura e identità»

L’architetto Corrado Marsili: il progetto è stato elaborato di concerto con la popolazione locale
ONNA. Un cantiere come quello della chiesa di San Pietro Apostolo non ha l’obiettivo di rifare semplicemente un edificio di culto.
Per gli onnesi la chiesa è qualcosa di più: rappresenta la memoria e l’identità di una popolazione che ha pagato al sisma un alto tributo di vittime (40 su 300 persone). Il progetto di recupero del piccolo isolato è stato elaborato di concerto con la popolazione.
L’appalto è stato poi affidato alla ditta dalla direzione regionale dei Beni culturali.
L’architetto Corrado Marsili segue passo passo i lavori.
Dottor Marsili, quanto è importante ascoltare la comunità prima d’intervenire su un monumento?
«Nel caso di Onna è stato molto importante, perché gli onnesi sono legati a questa chiesa. Lo erano prima del sisma – basti pensare che in occasione della festa della Madonna delle Grazie, nel mese di maggio, c’era sempre una grandissima affluenza di fedeli - e lo sono chiaramente anche oggi. Ad esempio, quando si è trattato d’intervenire sulla parte della chiesa costruita alla fine dell’800, invece di demolire tutto, togliere la trave che era stata causa di crolli e ricostruire in modo diverso, chiudendo la parete e lasciando varchi di passaggio come era in origine, gli onnesi si sono opposti. Così, abbiamo isolato la trave e lasciato la struttura com’era, ma salvando la memoria della chiesa».
Cosa rappresenterà questo lavoro quando la chiesa sarà restituita alla comunità?
«È il primo piccolo isolato di Onna che viene ricostituito, un progetto discusso con curia e onnesi affinché diventi luogo di aggregazione e non solo di culto.
Rappresenterà un faro per la ricostruzione di tutto il paese. Un esempio anche per la rinascita della città». (m.g.)
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