Un monumento ricorderà la visita di papa Ratzinger

20 Settembre 2016

Sono iniziati i lavori e la cerimonia di inaugurazione è prevista per il 2 ottobre Ma protesta l’Unione degli atei: una decisione arbitraria che non condividiamo

SULMONA. Via ai lavori per costruire la statua commemorativa della visita di papa Joseph Ratzinger in città. Era il 4 luglio del 2010 quando papa Benedetto XVI venne a Sulmona su invito del vescovo Angelo Spina.

E proprio lui ha promosso la realizzazione dell'opera alle spalle della cattedrale di San Panfilo. Il cantiere è partito in questi giorni, ma fioccano già le polemiche per un'opera ancora da realizzare.

Secondo l’Uaar (Unione atei e agnostici razionalisti), infatti, ci sarebbe una legge che vieta statue o monumenti commemorativi in luoghi pubblici o aperti al pubblico a persone ancora in vita, anche se la norma non si applicherebbe su spazi ecclesiastici. Da sciogliere, dunque, il nodo della pertinenza dell'aiuola alle spalle della chiesa di San Panfilo scelta per erigere la statua.

Il monumento in bronzo raffigurerà papa Ratzinger a braccia aperte e dovrà essere pronto per il 2 ottobre, data prevista per l'inaugurazione. Il costo dell'opera di 25mila euro è stato finanziato dal comune di Burghausen, zona di provenienza del papa emerito, che intende così celebrare i 10 anni di gemellaggio con la città, dalla Fondazione Carispaq e da imprenditori anche stranieri.

Per il giorno della cerimonia sono previsti pullman da Burghausen e diversi ospiti istituzionali. Il progetto della statua, infatti, è partito tempo fa con l'organizzazione di un comitato promotore, presieduto dall'allora presidente del consiglio Franco Casciani.

Un'opera religiosa, dunque, che ha avuto anche l'avallo delle istituzioni locali, cosa che non va giù ai rappresentanti degli atei, come Liana Moca.

«Ci chiediamo perché sul sito del Comune non ci sia comunicazione della delibera di giunta indicata sul cartello del cantiere», incalzano dall'Uaar, «ci chiediamo perché questa scelta non sia stata condivisa con l’intera cittadinanza, ma sia rimasta segreta fino ad oggi. La scelta di apporre questo monumento all’entrata della nostra città è una totale mancanza di rispetto del principio di laicità riportato nella nostra Costituzione. Una città intera non può essere rappresentata unicamente dalla religione cattolica».

Evita ogni polemica il vescovo Spina, che ricorda il profondo legame di Ratzinger con Sulmona e con Celestino V. Benedetto XVI, infatti, è anche un estimatore della figura di Pietro da Morrone, tanto da voler sorvolare in elicottero l'eremo allora chiuso per motivi di sicurezza. Fin qui i fatti. Ora vedremo se spunteranno altri intoppi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA