Un nuovo parcheggio alle Fontari: il Centro turistico torna alla carica

Ripresentato il progetto, era stato bloccato due anni fa (tra le polemiche) dal Parco nazionale Gran Sasso Laga Pignatelli: «Abbiamo ottemperato alle richieste dell’ente». Trenta giorni per tutte le eventuali osservazioni
L’AQUILA. Regolamentare la sosta selvaggia e garantire la sicurezza di chi in estate raggiunge Capo Imperatore in auto, moto o camper. Con questi obiettivi, il Comune ha avviato e pubblicato sull’Albo Pretorio il procedimento di Valutazione di incidenza ambientale necessario per realizzare un parcheggio a pagamento in località Fontari, alla base della seggiovia. Il progetto, redatto dall’amministratore unico del Centro turistico del Gran Sasso Dino Pignatelli, era stato bloccato due anni fa dal Parco nazionale Gran Sasso Laga.
«Abbiamo ottemperato alle richieste del Parco», spiega Pignatelli, «e predisposto la relazione per valutare gli eventuali effetti sull’ambiente, visto che il terreno ricade all’interno di una Zps (Zone di protezione speciale) e di un’area Sic (Siti d’interesse comunitario)». Adesso ci sono 30 giorni di tempo per avanzare le eventuali osservazioni. Il parcheggio alle Fontari andrà ad aggiungersi a quello già attivo durante la stagione estiva a Campo Imperatore: chi ne usufruirà potrà arrivare in quota utilizzando gratis la seggiovia.
COME SARà
«Si tratta di un intervento minimo», sottolinea Pignatelli, «ma importante per delimitare l’area, evitando la sosta selvaggia, con file di auto ammassate lungo la strada e sul manto erboso. Scene che si vedono ogni anno, in concomitanza con l’estate, quando l’affluenza sul Gran Sasso è molto alta».
Dallo studio effettuato su flora e fauna non sono state rilevate incidenze negative a carico dell’ambiente. «Le aree di sosta non saranno fisicamente individuate con segnaletica a terra», si legge nella relazione per la Vinca, «e l’area non sarà pavimentata. Ad essere posizionati saranno unicamente paletti in ferro o legno conficcati nel terreno al fine di legare un nastro segnalatore dell’area destinata a parcheggio. Le strutture fisiche visibili e la vasca per lo scarico delle acque reflue dei servizi igienici dei camper sono già presenti nell’area di studio. Si è scelto di definire area di parcheggio solo quella che allo stato attuale presenta già evidenti segni di manomissione della vegetazione prativa, senza interferire con altre compagini meglio conservate. Non sono previsti l’installazione di illuminazione, colonnine di ricarica elettrica o altri servizi di qualsiasi genere».
GLI OBIETTIVI
«La necessità di individuare l’area come parcheggio», si legge ancora nel documento, «deriva dall’evidente esigenza di garantire la sicurezza del tratto di strada che dalle Fontari conduce all’arrivo della funivia di Fonte Cerreto. Escursionisti, motociclisti, camperisti e ciclisti sono costretti, nel periodo estivo, a sostare lungo l’asse stradale, generando condizioni di pericolo per la guida e potenzialmente impedendo o intralciando l’accesso di eventuali mezzi di soccorso». Oltre alla sicurezza dei turisti, «si garantirà la conservazione delle praterie, in quanto in passato si è osservato spesso come le auto venissero parcheggiate nei prati prospicienti il piazzale di Campo Imperatore, le strutture ricettive e l’Osservatorio astronomico. Ovviamente tale condizione generava eccessivo calpestio e degradazione di aree prative ben conservate». Altro obiettivo inserito nella relazione, «la maggiore sostenibilità in termini di emissioni inquinanti derivanti dagli scarichi delle auto». L’opera è stagionale, in quanto a servizio dei turisti esclusivamente durante il periodo estivo. Durante la stagione invernale la stessa area è utilizzata come pista da sci e piazzale di imbarco della seggiovia Fontari, mentre in primavera e in autunno la zona risulta poco o per nulla frequentata se non per opere di manutenzione o di pascolo.
L’AREA CAMPER
Per permettere la sosta dei camper l’area è già dotata di un serbatoio a tenuta per accogliere i reflui organici dei camperisti. «Tale serbatoio a tenuta», viene specificato, «sarà periodicamente vuotato e manutenuto da ditte specializzate. Sarebbe tuttavia opportuno provvedere alla delimitazione degli spazi di sosta (intesa come delimitazione dei confini esterni dell’intera area) con massi di pietra e non tramite paletti e corde. L’uso di massi permetterebbe di svolgere la stessa funzione di controllo dell’area, ma al contempo di generare micro habitat utili alla nidificazione di uccelli o nicchie di ricovero per rettili».
Analogo sistema è stato già adottato a Fonte Vetica, sull’altopiano di Campo Imperatore.
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