Un’opera d’arte in ricordo di Fabrizia

Cerimonia con il ministro Amendola per la posa della prima pietra per onorare la giovane vittima dell’attentato a Berlino
SULMONA. Non un sacrario, ma un segno di pace e libertà. Questo l’appello di Gaetano Di Lorenzo, papà di Fabrizia, lanciato ieri mattina nel piazzale del Vico in occasione della posa della prima pietra dell’opera in memoria della figlia. La giovane sulmonese è morta a 31 anni a Berlino, unica vittima italiana dell’attentato ai mercatini di Natale del 19 dicembre del 2016, in cui morirono altre 11 persone, mentre 60 rimasero ferite.
«Non deve diventare un sacrario», ha raccomandato il padre di Fabrizia, «ma dev’essere un segno di pace e libertà per tutti quei giovani studenti che passeranno in quest’area». Anche questa volta lo Stato non ha voluto far mancare la sua presenza, come accadde al funerale della giovane, dove presenziò il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Questa volta ha partecipato il ministro per gli Affari europei Vincenzo Amendola. «All’attacco terroristico abbiamo reagito con i nostri valori di democrazia e di libertà», è intervenuto, «e l’Italia, quando si stringe attorno a questi valori, è un paese forte e coeso. Per questo vogliamo celebrare una giovane meridionale europea per i suoi valori di libertà e democrazia». Oltre al ministro, sono intervenuti – tra gli altri – la senatrice Gabriella Di Girolamo, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, i consiglieri regionali Antonietta La Porta e Giovanni Legnini, il sindaco Annamaria Casini, la dirigente scolastica Caterina Fantauzzi e il vescovo della diocesi di Sulmona-Valva Michele Fusco. Ha scandito i momenti più toccanti della cerimonia la VicOvidio Music Band, diretta dal maestro Maurizio Ricciotti. La mattinata è cominciata con il premio intitolato a Fabrizia, che ha visto la sinergia tra Istituto d’istruzione superiore Ovidio, presidenza del consiglio regionale e comitato Insieme per Fabrizia Di Lorenzo, presieduto dalla mamma, Giovanna Frattaroli. Al concorso hanno partecipato 32 studenti provenienti da diversi istituti superiori abruzzesi e il tema assegnato ai concorrenti riguardava l’importanza di sentirsi parte della comunità europea, coi valori della coesione e dell’integrazione. Si è aggiudicato il primo premio il pratolano Alessio Giuffrida del Liceo Scientifico “Enrico Fermi”, altre borse di studio sono andate a Elisa Di Lello, Roberta Russi, Irene Rosi, Chiara Romanelli, Valerio Tritapepe, Flavia Liberatore, Rita Santucci, Leonardo Cannella. Poi è stata posizionata la prima pietra, insieme a una riproduzione in piccolo di quella che sarà la scultura di tre metri pronta nel prossimo aprile.
L’opera, che raffigura due mani intrecciate che sollevano il mondo, è stata realizzata dallo scultore molisano Alessandro Caetani, vincitore del concorso di idee bandito un anno fa.
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