Un orologio fermo alle 7.48: un murale ricorderà il sisma

2 Giugno 2021

AVEZZANO. Un grande orologio fermo alle 7.48 e tutto intorno le ferite provocate dal sisma. L’associazione culturale “Sessantasettezerocinquantuno” ha voluto dare un’anima e un’immagine al cuore...

AVEZZANO. Un grande orologio fermo alle 7.48 e tutto intorno le ferite provocate dal sisma. L’associazione culturale “Sessantasettezerocinquantuno” ha voluto dare un’anima e un’immagine al cuore della città: la collegiata di San Bartolomeo. È proprio lì dove si trovavano i resti del principale edificio religioso di Avezzano, andato completamente distrutto a seguito del terremoto del 13 gennaio 1915, che i quattro membri dell’associazione stanno realizzando un grande murale a testimonianza del drammatico evento. Un’opera che punta a far conoscere a tutti quello che è accaduto e a mettere in evidenza una pagina della storia della città che in pochi conoscono. «La nostra associazione nasce con l'intento di promuovere iniziative per la valorizzazione della città e del territorio», hanno precisato Giulio Fiocca, presidente dell’associazione e i tre componenti Giuseppe Mazzei, Alessandro Maurizi e Luca Clemente Cipollone, «questo progetto fa parte dello spirito dell’associazione che vuole da una parte rivitalizzare i luoghi simbolo di Avezzano e dall’altra valorizzare i talenti. Abbiamo deciso di realizzare questo murale per caso. Stavamo facendo un sopralluogo con la Soprintendenza per ripulire la collegiata di San Bartolomeo quando abbiamo visto questo grande muro vuoto. Ci siamo chiesti: perché non realizzare un qualcosa lì? Abbiamo suonato al citofono di una delle abitazioni, abbiamo lanciato la nostra proposta e grazie alla collaborazione dei condomini, al sostegno dell’amministrazione comunale di Avezzano e all’aiuto degli sponsor siamo riusciti a realizzare questo progetto». Il murale è formato da un grande orologio fermo alle 7.48, un minuto prima della scossa che distrusse Avezzano. Intorno ci saranno crepe e ferite che rappresentano la conseguenza del sisma sulla città dove ci furono 10.700 vittime su un totale di circa 13 mila abitanti. «Non ci interessa tanto l’aspetto artistico», hanno concluso i membri dell’associazione, «quanto dare un’anima a quel luogo che è il centro di Avezzano. Appena sarà terminato ci dedicheremo alla pulizia del sito per ridare lustro all’area». (e.b.)
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