Un pallone in volo nell’oscurità dello spazio

24 Luglio 2015

Esperimento di un carpentiere di San Benedetto dei Marsi per raccogliere dati e foto della Terra

SAN BENEDETTO DEI MARSI. Un pallone del diametro di circa cinque metri si innalzerà fino alla stratosfera e testerà un paracadute.

È l’obiettivo dell’esperimento targato San Benedetto dei Marsi.

Tutti con il naso all’insù domani mattina per questa iniziativa organizzato da un cittadino grazie alla collaborazione di esperti del settore. Luca De Santis, di professione carpentiere metallico ma appassionato di scienza, testerà un particolare pallone stratosferico, all’interno del quale sono stati posizionati anche speciali macchine fotografiche digitali che produrranno anche video e immagini.

L’appuntamento è alle 10 al campo sportivo comunale di San Benedetto. Hanno collaborato al progetto anche Domenico Sebastiani, ingegnere aquilano, Dario Pupi e la Giosport di Pescara.

«Il pallone volerà a circa 42 chilometri da terra, a un’altezza in cui è possibile vedere anche la curvatura terrestre e l’oscurità dello spazio» commenta De Santis «dopo circa 120 minuti di viaggio, a causa della dilatazione del gas elio all’interno, il pallone, che in quota raggiungerà i 15 metri di diametro, scoppierà. Inizierà così la fase di atterraggio, che avverrà nell’arco di 50 minuti e che sarà a caduta libera».

«Poi si aprirà il paracadute per attenuare la velocità di 5 metri al secondo» va avanti De Santis, «e il tutto sarà fotografato e filmato con action cam gopro. Il carico di strumentazione è di due dispositivi satellitari gps gsm che consentono di conoscere la posizione reale del pallone sonda tramite coordinate geografiche via sms e rete 3g1» spiega ancora il carpentiere marsicano «c’è poi un trasmettitore a onde radio per permettere la localizzazione del payload al momento dell’atterraggio nel caso in cui i sistemi gsm non dovessero funzionare correttamente. Ci saranno infine una telecamera digitale per riprese e foto della terra, un pacco batterie per strumentazione, un riflettore radar esterno in alluminio e un paracadute per attenuare la velocità. Ringrazio per la collaborazione l’amministrazione comunale e l’Enav, l’Ente nazionale di assistenza al volo, che ci ha dato l’autorizzazione necessaria».

Magda Tirabassi

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