Un parco per De Nardis: il Giusto tra le nazioni che salvò oltre 450 ebrei

1 Giugno 2023

Un’area del progetto Case di Sant’Antonio intitolata all’ex questore L’ambasciatore israeliano: «Generazioni di giovani gli devono la vita»

L’AQUILA. L’ambasciatore in Italia di Israele, Alon Bar, ha partecipato ieri al progetto Case di Sant’Antonio all’intitolazione dell’area verde alla memoria di Mario De Nardis, già insignito nel 2022 del titolo di Giusto fra le Nazioni per aver salvato dai nazisti oltre 450 persone. Il titolo di “Giusto fra le Nazioni” è istituito dallo Yad Vashem, l’ente nazionale per la Memoria della Shoah di Gerusalemme, e viene concesso ai non ebrei che rischiarono la vita per salvare gli ebrei durante la Shoah. Mario De Nardis, funzionario capo della questura dell’Aquila durante la Seconda guerra mondiale, nel corso della sua carriera fu responsabile degli ebrei internati nell’aquilano e si adoperò per proteggere le famiglie Billig, Fleischmann e Dagan dai rastrellamenti delle truppe naziste in Abruzzo, fornendo loro documenti e nascondendole, con l’aiuto di altri coraggiosi aquilani, nell'area intorno a Navelli e Caporciano. Ieri mattina, per rievocare quei fatti storici, è arrivato Yaakov, figlio del sopravvissuto Manfred Billig, che ha incontrato i pronipoti di De Nardis, Lorenzo Ferrante, Davide Pitone, e la figlia Anna. «Abbiamo scelto di posizionare la targa in un luogo simbolico, proprio dove sorgerà il quartier generale del Centro nazionale del servizio civile universale», ha detto il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, «tra gli alloggi antisismici realizzati dopo il terremoto del 2009». «Mario De Nardis», ha detto l'ambasciatore di Israele Alon Bar, «con il suo atto di coraggio non solo ha salvato delle vite in pericolo, ma ha garantito l’esistenza di intere generazioni che, senza il suo intervento, non sarebbero potute essere qui con noi oggi». L’ambasciatore è arrivato in città indossando la spilla con il Fiore della Memoria, il simbolo con il crocus viola, simbolo della rinascita dopo la tragedia del terremoto che lo stesso sindaco Biondi gli aveva donato un anno fa. Alla cerimonia, insieme al prefetto Cinzia Torraco, c’erano gli assessori comunali Paola Giuliani e Vito Colonna, il questore Enrico De Simone e due scolaresche del Liceo Scientifico Bafile e della scuola elementare Giovanni XXIII. Al termine della cerimonia l'ambasciatore ha visitato il centro storico, il Maxxi e il Gssi.
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