«Un piano per rifare le scuole»

17 Settembre 2014

La richiesta per discuterlo in un consiglio comunale straordinario

L’AQUILA. Un cronoprogramma per la ricostruzione delle scuole ancora ospitate nei Musp (moduli a uso scolastico provvisori) da discutere in un consiglio comunale straordinario e collegi docenti ad hoc scuola per scuola. Sono queste le richieste di Actionaid, della commissione «Oltre il musp» e dell’associazione «L’Aquila in comune» che ieri hanno organizzato un’assemblea cittadina sul futuro delle scuole aquilane all’interno dell’Istituto comprensivo Rodari, a Pile.

«Anche per l’anno scolastico appena cominciato circa 6000 bambini aquilani seguiranno le lezioni nei Musp, predisposti dopo il terremoto per consentire la ripresa immediata dell’attività didattica: fra i diecimila edifici andati distrutti nel 2009, infatti, si contavano anche settanta strutture scolastiche», come spiega Sara Vegni, rappresentante aquilana di Actionaid.

«Tuttavia, quelle che dovevano essere delle strutture provvisorie», aggiunge, «con il tempo, sembrano destinate a diventare permanenti, nonostante le tante problematiche emerse negli ultimi anni e relative soprattutto al riscaldamento, alle infiltrazioni, al sistema fognario, a componenti strutturali».

Una situazione che non piace ai genitori, agli alunni, ma neanche ai presidi: una rappresentanza ieri ha partecipato all’assemblea, insieme ad alcuni consiglieri comunali.

«A loro abbiamo chiesto un consiglio straordinario per risolvere il problema», ha continuato Vegni.

«D’altra parte il Comune è responsabile di tutte le scuole d’infanzia e primarie, dove sono ospitati i bambini più piccoli. È importante che presto venga stilato un cronoprogramma che faccia il punto sulla tempistica di recupero delle varie scuole. Dal 2009, sono stati stanziati dai vari governi alla guida del Paese 37 milioni di euro per la ricostruzione delle scuole aquilane ma, ad oggi, è stato presentato dal Comune un solo progetto per la scuola primaria di Pettino. Per sbloccare le risorse messe a disposizione è necessario che l’ente elabori al più presto altri progetti esecutivi in modo da aprire i bandi di gara e aggiudicare i lavori alle imprese. Solo così sarà possibile avviare la ricostruzione delle strutture scolastiche, utilizzando le risorse già stanziate per questo territorio».

All’assemblea di ieri ne seguiranno altre in un futuro non lontano. «Speriamo di sensibilizzare quanti più cittadini possibile», conclude Vegni, «in modo che si trovi una soluzione in tempi brevi e i bambini non siano costretti a fare i conti ancora per molto con strutture fatiscenti».

Michela Corridore

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