Un pianoforte come segno della rinascita dell’Aquila

Tre pianisti jazz che sono stati in città a settembre hanno ideato e avviato un progetto L’obiettivo è raccogliere fondi e fare dono al capoluogo di regione dello strumento musicale
L’AQUILA. Arriverà presto all'Aquila un pianoforte a coda, un dono di bellezza e cura. Si chiama «un pianoforte per L'Aquila» il progetto di tre pianisti jazz di caratura internazionale, Mirko Signorile, Giovanni Guidi e Claudio Filippini, nato a seguito dell'evento «Il jazz italiano per L'Aquila», tenutosi il 6 settembre scorso nel centro città. «Era fine giornata, eravamo al dj set di Nicola Conte, ci sentivamo entusiasti, liberi, subito abbiamo pensato a questo progetto. Siamo tre pianisti diversissimi e ci amiamo per questo». A parlare è Mirko Signorile, ed è lui a raccontare, a nome anche di Giovanni Guidi, presente anche lui all'Aquila, e Claudio Filippini, la nascita di un progetto. Si tratta di tre pianisti di jazz di valore assoluto, tre nomi importantissimi nel panorama italiano che hanno negli anni ha assunto sempre più importanza nel contesto mondiale. Il loro progetto è regalare alla città un pianoforte gran piano, a coda. «Quando sono stato chiamato da Paolo Fresu per venire all'Aquila, sono partito con la spirito leggero della gita scolastica, ma appena arrivato ho provato sgomento: non solo una città non ricostruita ma segni evidenti del terremoto, come appena avvenuto, case, con muri distrutti, dentro le quali si vedono ancora i letti. Fortissime emozioni hanno attraversato tutti noi che eravamo lì, arrivati per la gioia di condividere la nostra musica». Il desiderio di condividere, di fronte alla realtà dell'Aquila, è diventata un progetto. «L'Aquila ci ha fatto riscoprire la voglia di essere creativi –spiega Mirko a nome dei tre pianisti –non solo artisticamente, ci ha infatti spinto anche a progettare intorno alla musica. Vogliamo donare un gran piano come simbolo di cura. Dove c'è un pianoforte c'è musica, e la musica è guarigione. Un pianoforte può portare musica anche in luoghi neutri, aperti. Noi stiamo valutandole esigenze locali delle associazioni e i luoghi dove sarà possibile portare il pianoforte. E' un progetto che prende forma man mano». Intanto c'è la raccolta fondi che parte dalla data zero del tour del progetto, l'8 dicembre ad Alberobello. «Dal lì lanceremo il crowdfunding – raccolta fondi – anche attraverso la vendita di gadgets creati appositamente, e ogni volta doneremo buona parte del nostro chachet. Il progetto diventerà un cd la cui vendita ci porterà ulteriori fondi». I tre pianisti si riuniscono per la prima volta in questo progetto, che dimostra, come spiega Signorile, il senso del «Jazz per l'Aquila» e della sua ripetizione il prossimo anno: «Il jazz all'Aquila è stato un elemento di bellezza in una città stupenda, ma ancora ferita, e in un mondo dove è facile farsi la guerra, ancor più in questi giorni, lasciare scie di bellezza ha un senso straordinario. Quindi è giusto ripetere l'evento, perché da questa bellezza nascono progetti che proseguono nel futuro».
Barbara Bologna

