«Un processo di 12 anni è già una condanna»

Lo sfogo dell’ex Dc e Pdl finito in carcere: «Mai saltata un’udienza, emersi tanti errori investigativi»
AVEZZANO. «Sono passati 12 anni di processo: questa è già una condanna». Lo afferma Ezio Stati, esponente della Dc prima e potente uomo del Pdl poi, arrestato il 2 agosto 2010 con l’accusa di corruzione (reati ora prescritti, già prima della sentenza di primo grado, ma Stati ha rinunciato, ndc). Era stato arrestato e aveva dovuto passare quindici giorni in una cella del carcere delle Costarelle all’Aquila e altrettanti ai domiciliari, nella sua casa di via Mazzarino ad Avezzano. «Questi anni sono come una condanna», sottolinea dopo che il pm ha chiesto per lui e per gli altri imputati l’assoluzione, «4.500 notti passate in bianco a ripensare ad accuse che non erano vere. È come un tarlo nel cervello, che non ti molla mai, perché sai che non sei colpevole di nulla. Ho seguito tutto il dibattimento dall’inizio alla fine, senza sottrarmi mai a un’udienza. Ho rinunciato ad ascoltare i testi della difesa e ho fatto acquisire tutti i verbali dei testi dell’accusa che non si presentavano e alla fine ho anche rinunciato alla prescrizione. Di più non potevo fare. E se non avessi fatto questo il processo sarebbe durato chissà quanto ancora. E siamo solo al primo grado. Nel processo», continua, «è emersa una serie di errori in fase investigativa, però per dimostrare tutto questo abbiamo dovuto aspettare il dibattimento, dopo 12 anni. Ad esempio», racconta, «in una telefonata io vengo confuso con un’altra persona. Il pubblico ministero, molto onestamente, ha chiesto la mia assoluzione. Ora sono fiducioso ma tutto questo tempo non mi verrà restituito». (p.g.)

