Un progetto per combattere la segregazione scolastica

24 Maggio 2022

AVEZZANO. Modelli didattici innovativi per combattere il fenomeno della segregazione scolastica e superare vecchi luoghi comuni al fine di trasformare la multiculturalità in valore educativo. Si...

AVEZZANO. Modelli didattici innovativi per combattere il fenomeno della segregazione scolastica e superare vecchi luoghi comuni al fine di trasformare la multiculturalità in valore educativo. Si chiama “Vicini di scuola” il bando al quale ha partecipato il Comune di Avezzano. All’incontro hanno partecipato l’assessore Patrizia Gallese e il dirigente dell’istituto comprensivo Collodi-Marini Piergiorgio Basile. La proposta progettuale prevede soluzioni innovative e flessibili volte a garantire ai minori reali possibilità di accesso e fruibilità di un’offerta educativa e culturale arricchita e qualificata, al fine di ridurre i gap nei livelli di apprendimento, prevedendo interventi multidimensionali, tra cui promuovere la scuola diffusa, le strade scolastiche, il “piedibus”, la scuola in bicicletta. Il bando “Vicini di scuola” ha l’obiettivo di contrastare i fenomeni di segregazione scolastica, intesa come concentrazione di alunni e studenti appartenenti a gruppi sociali o con vissuti migratori nella medesima scuola, e la “fuga” delle famiglie verso istituti percepiti come più “attraenti”.
A volte si registra un grado elevato di concentrazione di studenti appartenenti a un medesimo gruppo sociale o etnico che frequentano la stessa scuola. Fattore che può comportare una separazione tra alunni di diversa estrazione, con inasprimento delle divisioni sociali, etniche, culturali. Ma che può, al contrario, trasformarsi in elemento di ricchezza educativa, se ben gestito grazie alla qualità della didattica e l’apertura ad attività originali, rivolte anche a chi manifesta difficoltà di apprendimento o proviene da famiglie fragili.
Il progetto verrà presentato venerdì 27 maggio. «L’impresa sociale Con i Bambini», dichiara l’assessore alle politiche scolastiche , «ha lanciato a tutti gli enti di terzo settore la sfida di presentare progetti modello, che puntino a ridurre sul territorio fenomeni di segregazione scolastica. Sono i bambini che hanno un’età ricompresa tra i 6 e i 13 anni a risentire maggiormente degli effetti della povertà educativa. Possono certamente beneficiare di un modello aperto, evoluto e attento alle esigenze di tutti. Puntiamo, insieme ai dirigenti scolastici, a scuole di quartiere che dialogano con il territorio e lo aiutano ad evolvere», conclude Gallese.
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