Un saggio, sempre a testa alta ma a volte insopportabile
Era un saggio Mario? Data l’età e l’esperienza poteva certamente essere considerato tale, ma la sua irruenza e il suo carattere spesso lo portavano ad avere atteggiamenti inadeguati e non facili da...
Era un saggio Mario? Data l’età e l’esperienza poteva certamente essere considerato tale, ma la sua irruenza e il suo carattere spesso lo portavano ad avere atteggiamenti inadeguati e non facili da sostenere; tuttavia la sua particolarità era di pensare da uomo saggio, ma di parlare come la gente comune. Era un vero animale politico, che riusciva a coinvolgere persone di destra e di sinistra e non amava gli schemi e le leggi perché era convinto che un’ottima persona valeva molto di più di un’ottima legge. E il suo comportamento nel quotidiano esercizio del potere rivelava il suo carattere generoso e sprezzante a seconda di chi aveva di fronte, senza badare a classi o appartenenze politiche o religiose. A volte insopportabile nella sua continua affermazione di se stesso, chiedeva conferme subito dopo e accadeva anche che riconoscesse di aver sbagliato o esagerato. “Testa alta” diceva sempre, anche quando sembra che tutto possa crollare perché abbiamo la responsabilità di tutti e non possiamo far percepire le nostre incertezze e debolezze. “Se abbiamo corticalità, dobbiamo farcela a tutti i costi”; e via a Roma, da tutti, ministri e sottosegretari, passando per le segreterie senza essere annunciati… Non gettava mai la spugna e questa è stata la sua forza con la grande passione di rendere la città più bella, più europea, più più… E si arrabbiava moltissimo quando non andava secondo i suoi desiderata. Quando si presentava, non si capiva se fosse il suo nome a dare lustro alla sua posizione o la sua posizione al suo nome: è certo però che con orgoglio diceva “sono il sindaco di Avezzano”. Aveva naturalmente amici importanti data la sua militanza politica, ma il loro era un rapporto fraterno, mai falso o subalterno: Napolitano, Bufalini, la Iotti, Mafai, Saragat , Cossutta, Longo, Nenni, Pertini, fino a Gorbaciov. E si ricordava sempre di loro nelle occasioni festive inviando doni e auguri, e non mancavano mai cardinali e vescovi nelle sue feste di Palestrina… Certamente valeva per Mario quello che affermava Plinio il vecchio quando diceva che “passa il desiderio quando le cose si possono ottenere facilmente”; e se così non fosse stato, non avrebbe fatto tutto quello che ha fatto e che ci ha incitato a seguire per farsi dire bravo. Non dava tregua a nessuno, ai dipendenti come agli assessori e non c’erano feste o orari da rispettare. Infaticabile, partecipava a tutti gli incontri a cui veniva invitato ed era rispettoso del lavoro degli altri. Era un grande uomo ed è stato un grandissimo sindaco. E vorrei chiudere con le sue parole, di cui oggi abbiamo un gran bisogno: “Bisogna essere ciechi per negare che a questo mondo ci sarà ancora e sempre bisogno di quell’aspirazione all’eguaglianza, di un movimento politico che si faccia carico dei bisogni di eguaglianza e giustizia delle masse: quelle ancora una volta penalizzate proprio dal progresso tecnologico che, pur rendendo possibile un alto livello di benessere alle aree più sviluppate dell’umanità, ha già creato nuove e vaste aree di disagio, nuovi bisogni insoddisfatti, nuove esigenze di eguaglianza, nuove sacche di povertà che vanno ad aggiungersi alle vecchie”.
(* ex assessore comunale)
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