Un secolo fa nasceva la Serva di Dio

Celebrata a Preturo una messa in ricordo di Anfrosina Berardi morta a 12 anni
L’AQUILA. Cento anni fa, il 6 dicembre 1920, nasceva la piccola “santa” aquilana, la Serva di Dio Anfrosina Berardi. Ieri nel suo paese natio, Preturo, frazione aquilana, è stata celebrata una messa in ricordo. Erano previste anche altre iniziative che sono state sospese causa Covid.
Anfrosina Berardi nacque a San Marco di Preturo da una modesta famiglia contadina, ultima di nove figli. Morì all’età di 12 anni.
«Il nome», è quanto viene riportato in una biografia dedicata alla Serva di Dio, «sembra derivare da una deformazione di Ambrogina, diminutivo femminile del nome Ambrogio (la Chiesa cattolica celebra la memoria di Sant’Ambrogio il 7 dicembre, cioè il giorno successivo a quello in cui nacque Anfrosina, ndr). Fu allevata secondo i principi religiosi e morali della sua famiglia».
Tratto fondamentale della vita di Anfrosina Berardi è stata la lunga sofferenza provocata da una grave malattia che la portò in pochi anni alla morte. Nonostante le sofferenze, ha vissuto una vita di preghiera, di sacrificio, di esempio e di parola.
Inizialmente si ammalò di appendicite. Dopo essere stata operata la ragazza però continuò a soffrire, avendo problemi di deglutizione. Si scoprì che a causa di un ennesimo problema all’intestino, doveva essere rioperata ma con scarse probabilità di sopravvivenza.
Dopo aver ricevuto la prima comunione e la cresima, il 13 ottobre 1932, Anfrosina trascorse gli ultimi cinque mesi della sua vita sempre in casa e costantemente a letto, praticamente senza potersi nutrire.
Morì il 13 marzo 1933, nel giorno e nell’ora da lei stessa annunciati, circondata dai familiari e da una moltitudine di fedeli, attratti dalla fama delle sue virtù spirituali. La Serva di Dio riposa nella chiesa parrocchiale di San Marco di Preturo, dove ogni 13 marzo viene ricordata dai fedeli. «Nel 1962», sempre stando a quanto riportato nella biografia, «la Chiesa cattolica l’ha dichiarata Serva di Dio, primo passo verso la canonizzazione. Nonostante la giovane età, supportata da una fede cristiana semplice e solida che aumentò dopo che ebbe ricevuto la prima comunione e la cresima, dimostrò una sorprendente capacità di sopportazione della sofferenza. Anzi diceva a tutti i sofferenti come lei che erano croci mandate da Gesù per cui si doveva pregare molto. Inoltre, chiedeva di soffrire sempre di più per sé e per tutti i peccatori».
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