Un segretario comunale a Sulmona e Pratola

PRATOLA PELIGNA. Il consiglio comunale di Pratola Peligna approva a maggioranza il documento unico di programmazione. Ma l’opposizione insorge. Nell’ultima assemblea civica è stato dato il via...
PRATOLA PELIGNA. Il consiglio comunale di Pratola Peligna approva a maggioranza il documento unico di programmazione. Ma l’opposizione insorge.
Nell’ultima assemblea civica è stato dato il via libera alla convenzione con il Comune di Sulmona per la convenzione di segreteria. Il segretario comunale Giovanna Di Cristofano si occuperà dei due enti peligni. A Di Cristofano e al sindaco di Sulmona, Gianfranco Di Piero, il primo cittadino, Antonella Di Nino, ha rivolto il proprio grazie.
«Orgogliosi», ha precisato, «di avvalerci di una figura di competenza e professionalità».
Nel corso del consiglio comunale, inoltre, è stato approvato il documento unico di programmazione 2023-25. Il punto, che è passato a maggioranza, ha ricevuto dure critiche dal Partito democratico.
«Abbiamo scoperto che a Pratola vi saranno altre modifiche al piano regolatore generale», hanno commentato i democratici in una nota inviata dal segretario di circolo, Laila Coccovilli, «perché Pratola ha bisogno di zone di espansione per esaudire una domanda crescente e pressante di giovani coppie che hanno bisogno di ville in campagna. Tutto ha un senso nel Dup: i 350mila euro per espandere l’illuminazione pubblica e gli 800mila euro tra primo e secondo intervento per la viabilità del polo. È stato fatto il polo senza pensare alla viabilità, ha sempre detto il sindaco Di Nino, anche se il polo si trova lungo una strada provinciale, ha doppio ingresso e uscita e diversi parcheggi che consentono alle auto di non fermarsi o intralciare il traffico in via per Prezza, per non parlare poi delle scale che uniranno il polo a Valle Madonna e che sicuramente contribuiranno alla diminuzione del traffico, perché da Valle Madonna si potrà andare a piedi». I democratici hanno inoltre aggiunto che «Pratola non ha bisogno di espandersi urbanisticamente, ci sono più case che abitanti, quello che manca sono le aree verdi ma quelle vere: prati ampi dove giocare, campi di calcio, pallavolo gratuiti, zone attrezzate per fare sport all’aperto, piste ciclabili per far sì che i bambini a scuola possano andarci in bicicletta. Aree verdi attrezzate e non misere aiuole». (e.b.)
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