Un testimone ha visto l’incendiario

22 Agosto 2017

E’ un residente delle Marane: «Una macchina scura scendeva dal sentiero a fari spenti». Sul posto D’Alfonso e Caruso

SULMONA. «Ho visto una macchina che scendeva dal sentiero a fari spenti proprio quando il fuoco ha iniziato a divampare».
La testimonianza resa anche alle forze dell’ordine, è di un residente della frazione delle Marane, il primo ad accorgersi dell’incendio e il primo a intervenire con una piccola autobotte per cercare di spegnere le fiamme. «Purtroppo non sono riuscito a individuare il tipo di auto, nel buio ho visto solo che era di colore scuro». E anche sulla scorta della testimonianza del residente della frazione che i carabinieri della forestale sono riusciti a individuare il punto da dove sono partite le fiamme. Luogo che nella mattinata di oggi sarà oggetto di un sopralluogo da parte del procuratore della Repubblica del tribunale di Sulmona Giuseppe Bellelli, insieme al colonnello dei carabinieri della forestale Savino. L’obiettivo, dopo avere aperto un fascicolo in cui viene ipotizzato il disastro ambientale, è quello di riuscire a scoprire indizi e prove che possano portare a individuare l’identità di chi ha appiccato il fuoco, provocando la totale distruzione della parte sulmonese della vegetazione del Monte Morrone.
Intanto dopo una mattinata di tregua in cui le fiamme sembravano aver mutato direzione verso la cima della montagna, nel primo pomeriggio di ieri il vento è tornato a soffiare forte, spingendo nuovamente il fronte del fuoco verso valle. Molte le abitazioni presidiate dai vigili del fuoco, che sono dovuti intervenire nella villa dell’ex sindaco Fabio Federico, interessata da un principio d’incendio subito domato. «Ho avuto paura che le fiamme distruggessero ogni cosa», racconta l’ex primo cittadino, ancora sconvolto per l’accaduto. «Se non ci sono stati danni devo solo ringraziare i vigili del fuoco, che in pochi minuti hanno spento il principio d’incendio mettendo l’intera zona in sicurezza». Sempre a causa del fuoco che si è avvicinato minaccioso alle frazioni pedemontane, fino ad arrivare a lambire la strada provinciale 487 che sale verso Pacentro, i vigili del fuoco hanno ordinato l’evacuazione di una stalla dove erano ricoverati una quindicina di cavalli da corsa e sport equestri. Stalla dove alcuni Borghi e Sestieri custodiscono anche i loro puledri. Nel frattempo, in seguito al mutare della situazione, sono stati potenziati i vari presìdi di soccorso con 50 vigili del fuoco pronti a intervenire da terra in caso di necessità. Potenziata anche la pattuglia aerea: ai due Canadair sono stati affiancati due elicotteri dei vigili del fuoco più uno dell’Esercito. Sul posto nel tardo pomeriggio, anche il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, insieme alla senatrice Stefania Pezzopane e al presidente della provincia dell’Aquila Angelo Caruso.
«Ho immediatamente appoggiato le richieste del sindaco Annamaria Casini e con il presidente della Regione D’Alfonso abbiamo sollecitato il presidente Gentiloni e il ministro Pinotti. Risposta pronta ed immediata. Elicottero specializzato e 30 uomini dell’Esercito per affiancare il lavoro operoso di vigili del fuoco, carabinieri forestali, Protezione civile e i tanti volontari», ha detto Pezzopane.
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