«Un unico ingresso a palazzo di giustizia»

Il Pg Mennini: si passa solo dove ci sono le guardie giurate col metal detector Gli altri accessi dovranno restare chiusi e usati solo per le emergenze
L’AQUILA. La sicurezza di alcuni luoghi “sensibili” è uno dei problemi più sentiti. E non a caso si registra una presa di posizione del Procuratore generale Pietro Mennini il quale impone una stretta sugli ingressi a palazzo di giustizia. Per questo, ha inviato una nota agli uffici e all’Ordine degli avvocati. «È necessario regolamentare», scrive il procuratore, «anche se in via provvisoria, gli accessi al palazzo di giustizia atteso che non sono stati consegnatiper l’uso il garage e il parcheggio esterno recintato». Nella stessa nota viene evidenziato che «gli ingressi sono molteplici e che, disponendo di due sole guardie giurate per il servizio di sicurezza e vigilanza, allo stato, è assolutamente necessario limitare gli accessi».
Egli, per questo motivo, ha disposto che i magistrati, il personale amministrativo, avvocati e l’utenza in genere, utilizzino l’ingresso di via XX Settembre che è quello sorvegliato dalla guardie giurate munite di metal detector. Quanto agli altri ingressi (quello di via Filomusi Guelfi e quello al primo piano di fronte al cantiere del realizzando parcheggio del Comune) «dovranno restare chiusi e utilizzati per l’uscita di emergenza essendo muniti di maniglie a ciò destinate».
«Qualora chiunque», prosegue il documento, «facesse uso eccezionalmente e, comunque, solo per uscire dal palazzo, dei predetti varchi, dovrà avere cura di assicurarne la chiusura». La disposizione prevede, inoltre, che le porte che consentono l’accesso dagli uffici della procura della Repubblica al terrazzo devono essere chiuse dall’esterno come pure le porte di accesso agli spazi di pertinenza dell’Ordine degli avvocati. La ditta che cura la vigilanza dovrà effettuare controlli nell’arco della giornata e durante il turno notturno per verificare e assicurare la chiusura degli accessi in questione. Questo provvedimento, dato il suo rilievo, è stato inviato anche al Provveditorato alle opere pubbliche affinché siano diramate direttive a tutti gli addetti impegnati nei lavori in modo che controllino i varchi che dal garage immettono nel corridoio di accesso all’ala nuova del palazzo e provvedano alla chiusura degli stessi dall’esterno. A prescindere da questo argomento, ma restando in tema di uffici giudiziari, c’è chi segnala come nell’ex sede di Bazzano, dove ci sono ancora degli archivi e poco altro, ci sia ancora un presidio di polizia penitenziaria a tutela di quell’area, ma la sorveglianza non si estende alla notte.
Di lì la considerazione che se qualcuno volesse avventurarsi potrebbe farlo, per l’appunto, in ore notturne.
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