Un volo di colombe e palloncini: così i bambini salutano Alessia

Folla dà l’addio alla piccola di 11 anni travolta nell’oratorio. Il vescovo Massaro ai familiari: «Uniamoci» Preghiera dell’amica del cuore, poi la canzone di Lorenzo Fragola. Comune presente col gonfalone
AVEZZANO. Due colombe bianche e tanti palloncini rosa volano in cielo tra gli occhi velati dalle lacrime. Volano lontano, come a voler raggiungere la piccola Alessia Prendi, da questo epicentro del dolore che è San Pelino, la frazione di Avezzano che mercoledì ha conosciuto la tragedia nel parco dell’oratorio. «Non ci sono parole precise per descrivere chi ha perso un figlio» ricorda il vescovo. E ancora di più se è nel pieno della sua fanciullezza e con tanta strada ancora da fare. Il sorriso della bimba di 11 anni, impresso sulla gigantografia ai piedi dell’altare, irradia solarità e dà forza a mamma Eda, a papà Petrit e alla sorella Julia in questi primi giorni di vuoto.
LA CELEBRAZIONE
Il dolore della comunità albanese e di quella di San Pelino è impresso nei visi provati dalla sofferenza delle anziane che continuano a ripetere quella che somiglia a una litania – «povera mamma» – e dei tanti ragazzi per un giorno non scherzosi e sorridenti. La bara bianca è al centro della chiesa e intorno ci sono i familiari, i rappresentanti istituzionali – il presidente della Regione, Marco Marsilio, con il capo di gabinetto Massimo Verrecchia, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, il vicesindaco di Avezzano facente funzioni di sindaco, Domenico Di Berardino e tutti gli amministratori comunali della città insieme al gonfalone del Comune – e soprattutto tanti bambini, anche compagni di scuola della Corradini, che con Alessia hanno condiviso un pezzo di strada. Il vescovo dei Marsi, Giovanni Massaro, quando entra nella chiesa di San Michele Arcangelo a San Pelino, insieme al parroco don Antonio Allegritti, e ad altri sacerdoti della diocesi, trattiene a stento la commozione.
SPERANZA NEL FUTURO
Auspica il silenzio monsignor Massaro, unico linguaggio adatto per il dolore. E poi chiede ai genitori di unirsi all’intera comunità e insieme custodire l’amore per la vita. «Davanti a una vita spezzata a 12 anni (li avrebbe compiuti a novembre, ndc) ti viene solo da piangere», spiega nell’omelia, «si è orfani se si perdono i genitori, si è vedovi se si perde il coniuge. Non c’è una definizione se si perde un figlio perché le parole non sono capaci di esprimere questo dolore». Il vescovo, che nei giorni scorsi ha fatto visita alla famiglia della vittima, rivolgendosi ai presenti ricorda che «la fede può aiutare ma è necessario rimanere uniti. Tutta la gente della Marsica, che ben conosce la sofferenza, si è stretta intorno a mamma Eda e papà Petrit, ora carissimi uniamoci e preghiamo insieme. Non dividiamoci perché la divisione non aiuta. Sono rimasto colpito dalla vostra compostezza». Parole pronunciate nel giorno del lutto cittadino.
LA PREGHIERA DELL’AMICA
Il silenzio che regna nella chiesa di San Michele viene interrotto solo dalle parole del vescovo e dai canti del coro parrocchiale. La preghiera dei fedeli è affidata ai ragazzi. Ognuno ha scritto una frase per Alessia. Maia l’ha voluta ricordare chiedendosi come potrà essere la vita senza di lei: «Ale come farò senza te? Con chi riderò? Con chi piangerò? Con chi finirò la serie? Con chi farò pazzie? Con chi mi truccherò? Con chi uscirò? Insomma con chi vivrò? Tu da nove anni sei la mia vita e lo sarai per sempre. Vola in alto patatina mia e pensami. Per questo voglio pregare il Signore».
L’ABBRACCIO DI SAN PELINO
Alla bara bianca qualcuno ha attaccato un piccolo cuoricino rosso con la scritta “Love” che contrasta con il rosa dei fiori adagiati sopra da mamma e papà. Al termine della celebrazione nessuno si muove. Gli occhi di tutti sono fermi su quella bara bianca, attoniti, smarriti. A poco a poco la chiesa inizia a svuotarsi e sul sagrato già pieno di amici, conoscenti e residenti compaiono due grandi rosari formati dai palloncini. La polizia locale e i carabinieri, oltre alla Protezione civile, la Croce blu e gli alpini, sono attivi per il supporto ai presenti. Mamma Eda con in mano un bouquet di fiori rosa resta a guardare ferma sulle scale quello che accade. Dopo la benedizione del presule due coetanee di Alessia fanno volare delle colombe in cielo sulle note di “D’improvviso” di Lorenzo Fragola. Una riesce a spiccare il volo, l’altra invece torna indietro e segue da vicino il carro funebre. Gli amici lanciano in cielo tanti palloncini rosa e bianchi, mentre le melodie della banda di Castelnuovo accompagnano Alessia nel suo ultimo viaggio lungo le strade di San Pelino.
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