«Un voto che spazza via la vecchia politica»

Il risultato delle primarie del Pd viene letto, da più parti e soprattutto tra i cittadini, come espressione di una sostanziale voglia di cambiamento, soprattutto dal punto di vista generazionale. È...
Il risultato delle primarie del Pd viene letto, da più parti e soprattutto tra i cittadini, come espressione di una sostanziale voglia di cambiamento, soprattutto dal punto di vista generazionale. È quanto emerge, al di là delle diverse connotazioni politiche che si danno al voto, anche dalle opinioni lasciate sui social network, che hanno avuto un ruolo non indifferente nella campagna elettorale appena conclusa e dove già si affilano le “penne” in vista delle amministrative di giugno. C’è chi, come lo storico Walter Cavalieri (nella foto), spera in una definitiva scomparsa della vecchia politica: «Col risultato delle primarie Pd», commenta Cavalieri sulla sua pagina Facebook, «si profila all’Aquila una sfida interessante fra Americo Di Benedetto e Pierluigi Biondi: due giovani pragmatici, con idee innovative e con solide esperienze amministrative, che non sono espressione degli apparati e che sembrano non avere né padrini né padroni. Chiunque sarà il vincitore, finalmente la città può sperare di essere ben governata in un futuro precluso per sempre alla vecchia politica. Può sperare». Rispondendo a chi gli fa notare che il voto contro non è detto che rappresenti una garanzia di stabilità, Cavalieri rimarca: «Io credo invece che sia un buon segnale. Almeno spero. Voglio vederci la volontà degli elettori di affidare il Comune a una persona (quale che sia) attrezzata tecnicamente prima che politicamente. Senza nulla togliere agli altri in quanto ad onestà e buone intenzioni. I voti del consiglio comunale usciranno dagli elettori, non dagli establishment (questo l’ha insegnato ampiamente il Movimento 5 Stelle). Il vero scoglio di un futuro sindaco», sottolinea lo storico, «sarà quello di governare la macchina comunale, la burocrazia e la dirigenza che finora hanno imperversato». (r.s.)

