Una coppia di Celano: noi nell’inferno di Tunisi

I coniugi Prosia sulla nave da crociera Costa Fascinosa per i 50 anni di nozze «Abbiamo preferito andare a Cartagine e per questo ci siamo salvati»
CELANO. Le rovine di Cartagine e il mercato cittadino salvano una coppia di Celano dall’attentato al museo del Bardo di Tunisi. Protagonisti di questa vicenda Achille Prosia e la moglie Rosaria Tomassetti, che si trovavano in crociera con la Costa Fascinosa per festeggiare il loro 50esimo anniversario di matrimonio e gli 80 anni dell’uomo. In programma, come previsto dagli organizzatori, la visita al museo, quando all’ultimo momento la signora Rosaria ha preferito cambiare itinerario, visitare privatamente il mercato della città e gli scavi archeologici di Cartagine.
Per questo i due non hanno voluto salire sull’autobus, che in seguito è stato crivellato di colpi dai terroristi, ma hanno chiamato un taxi per cambiare itinerario e godersi la città in tutta tranquillità.
«Siamo stati prima al mercato cittadino», racconta Achille Prosia, «luogo bellissimo, poi ci siamo resi conto che stavamo tardando e ci siamo affrettati per risalire sul taxi e procedere alla volta dell’antica Cartagine. Lungo il tragitto il tassista che stava ascoltando la radio, ci ha informati dell’attentato nel quale erano coinvolti alcuni passeggeri della nostra stessa nave. L’uomo che ci stava portando si vedeva che era molto preoccupato, ci spiegava che la cosa era grossa, un fatto grave, e traduceva tutto quello che stavano dicendo in diretta».
«All’inizio le informazioni non erano precise», riferisce, «prima non si capiva bene cosa fosse successo, ma dopo qualche minuto era chiaro a tutti che si trattava di un attentato terroristico. Dalle prime notizie si capiva che c’erano stati dei feriti e dopo anche purtroppo dei morti, tra i quali degli italiani”.
La coppia ricorda che durante il tragitto in taxi le strade si sono riempite di poliziotti e militari con le armi in pugno e marito e moglie hanno iniziato ad avere paura.
«Vedere tutti quegli uomini in divisa ci ha allarmato», prosegue Prosia, «anche il tassista era visibilmente turbato e a un tratto siamo stati contattati dal personale della nave che ci ha chiesto di tornare a bordo e così abbiamo fatto. Siamo stati fortunati, solo per un caso non ci siamo ritrovati in mezzo a quell’inferno».
I coniugi Prosia hanno poi proseguito la crociera in direzione della Spagna. «Mia moglie voleva tornare subito a casa», conclude, «ma io ho voluto proseguire anche se ovviamente con spirito diverso rispetto a quello con cui siamo partiti». Un’esperienza forte, quella vissuta dalla coppia celanese, che solo per un caso non è trovata nel mezzo dell’attacco terroristico al museo Bardo dove hanno perso la vita anche 4 italiani.
Dante Cardamone
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