«Una delibera cancella i vincoli nelle frazioni»

14 Aprile 2019

Sinistra Italiana accusa il Comune : ora gli edifici di pregio diventano a rischio Saranno possibili aumenti di cubature come anche modifiche di sagome

L’AQUILA. «Il consiglio comunale ha sancito definitivamente la morte delle frazioni e con esse la loro identità storica e autonoma rispetto alla città, questo perché con i centri storici che potranno essere ricostruiti senza vincoli, con il cambio di sagoma e l’aumento di cubatura, in realtà le frazioni non saranno più quelle che abbiamo conosciuto, ma altra cosa, più simile alle periferie».
Lo si legge in un intervento di Pierluigi Iannarelli ed Enrico Perilli del Circolo Sinistra Italiana.
«Questo tipo di interventi», affermano, «viene fatto per incentivare il commerciale, ma nella sostanza, le stesse frazioni risulteranno poco appetibili e prive di interesse, saranno di nuovo luoghi deserti e il commerciale che si sarà insediato tornerà in crisi per mancanza di utenza».
«Parliamo quindi», proseguono, «di una deregulation totale, mentre nel contempo è stata smantellata una delibera della vecchia amministrazione di centrosinistra ben pensata per tutelare le frazioni e ricostruirle con criterio, ovvero con la loro identità, oltre che per un principio storico e antropologico, anche per incentivarne il turismo e lo stesso ripopolamento. Insomma una norma che investiva nella qualità del costruito, contemperando l’esigenza di sicurezza con quella della salvaguardia del paesaggio dei borghi e della loro futura attrattività.
Diversamente, oggi stiamo assistendo ad un ulteriore esempio di miopia e cattiva amministrazione, piegata agli interessi di pochi a discapito di una visione strategica che guarda al futuro e all’interesse collettivo».
Ci sono anche delle note critiche da parte di moltissime associazioni ambientaliste che fanno delle osservazioni nel merito e nel metodo e, pertanto, sollecitano l’inizio di un confronto con l’amministrazione comunale, le associazioni stesse e la città tutta. Lo scopo è di aprire una fase di pianificazione partecipata e rigorosa.
«Non vogliamo scegliere tra sicurezza e bellezza», si legge in una nota, «ma pretendere entrambi ovvero borghi autentici ed edifici sicuri».
A loro avviso, dunque, restauro e conservazione restano criteri inseparabili dai requisiti di sicurezza antisismica: «Non esistono, pertanto, gli uni separati dagli altri. Sarebbe come scegliere tra lavoro e salute».
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