Una discarica abusiva nell’area naturalistica del fiume Sagittario

“AltreMenti” denuncia rifiuti di ogni genere sparsi ovunque lungo le sponde e visibili dal tracciato Le Terre dei peligni
PRATOLA PELIGNA. Bottiglie di plastica, cartoni, pneumatici e rifiuti di ogni tipo abbandonati sulle sponde del fiume Sagittario, nel territorio del comune di Pratola Peligna, lungo il percorso naturalistico Le Terre dei peligni, costato 220 mila euro.
Un vero e proprio scempio ambientale che non è sfuggito ai componenti dell’Associazione AltreMenti, che con documentazione fotografica alla mano e rilevamenti fatti con Google Earth, denuncia ilo stato di degrado e di abbandono in cui versa l’area, nei pressi del piazzale tra via Trieste e via Enopolio. Nello spazio di grande pregio naturalistico, risultano abbandonati infatti rifiuti domestici, ma anche speciali, sparsi ovunque. Una vera e propria discarica a cielo aperto, a pochi passi dal letto del fiume. «Visto l’abbandono di rifiuti ci siamo subito attivati», commentano i rappresentanti dell'Associazione, «e abbiamo documentato lo stato di degrado e di pericolo al sindaco Antonio De Crescentiis».
Rifiuti collocati vicino al fiume da molti mesi e che le piogge potrebbero trascinare nel fiume Sagittario. « Bisognerebbe ispezionare le pozze d’acqua vicino ai rifiuti, al fine di scongiurare qualsiasi tipo di inquinamento», aggiungono i soci di AltreMenti, «e sia l’amministrazione comunale che la polizia municipale, dovrebbero intervenire al più presto in modo da valorizzare il progetto Le Terre dei peligni, costato in totale oltre 221 mila euro e per il quale ogni Comune ha investito 36 mila euro per la realizzazione del percorso».
Il tracciato, con i rifiuti situati in bella vista ad appena una sessantina di, perde la sua connotazione naturale e paesaggistica.
«Siamo fiduciosi», concludono i soci «per una celere collaborazione da parte dell’amministrazione pratolana. Intanto continuiamo la nostra missione ambientale, alla ricerca di altre discariche abusive lungo l’area peligna, troppo spesso trascurate dalle stesse autorità chiamate a preservare l'integrità dell’ambiente e a prevenire qualsiasi forma d’inquinamento ».
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