Una festa per giovani pellegrini: in 500 celebrano la Perdonanza

Collemaggio e San Bernardino accolgono i ragazzi arrivati dalle undici diocesi dell’Abruzzo e del Molise Il messaggio del cardinale Petrocchi: «Dobbiamo avere l’umiltà di riconoscere le nostre mancanze»
L’AQUILA. I numeri ufficiali preannunciavano l’arrivo di circa 500 giovani provenienti dalle 11 diocesi di Abruzzo e Molise per celebrare l’Anno della Misericordia, l’indulgenza, concessa da Papa Francesco all’indomani della sua visita nel capoluogo abruzzese, che ha prolungato per un intero anno la Perdonanza di Celestino V. Ma, osservando i tantissimi giovani che hanno affollato le chiese di Collemaggio e San Bernardino, non ci sarebbe da stupirsi se in sede di consuntivo possa risultare che i ragazzi arrivati all’Aquila siano stati in realtà molti di più.
a lisbona con il papa
Il pellegrinaggio dei giovani abruzzesi e molisani è stato organizzato dall’Arcidiocesi dell’Aquila in collaborazione con il Servizio regionale di Pastorale Giovanile ed è stato immaginato come preparazione alla Giornata Mondiale dei Giovani che si terrà con Papa Francesco a Lisbona il prossimo mese di agosto.
I CANTI A SAN BERNARDINO
I turisti che arrivavano a San Bernardino hanno trovato la chiesa piena di ragazzi che cantavano e battevano le mani al ritmo di musica. Un momento di gioia che ha preceduto l’intervento del vescovo ausiliare dell’Aquila, Antonio D’Angelo, chiamato a coordinare gli eventi dell’Anno della Misericordia, e che ha organizzato la giornata con la collaborazione di don Jean Claude Rajaonarivelo, responsabile del servizio diocesano per la Pastorale Giovanile. Subito dopo i giovani, divisi in 4 gruppi, sono stati accompagnati nelle chiese di San Basilio, San Silvestro, Santa Maria del Suffragio e San Giuseppe artigiano, per partecipare alle catechesi.
IL PELLEGRINAGGIO
Il meteo ha retto per buona parte della giornata, con la pioggia che è arrivata subito dopo il pranzo al sacco, quando i ragazzi dovevano portarsi in processione dal Parco del sole a Collemaggio, dove era prevista la liturgia penitenziale e la messa.
IL MESSAGGIO DI PETROCCHI
«Il perdono celestiniano non è un singolo momento», ha spiegato il cardinale Giuseppe Petrocchi in un momento di saluto ai giovani che affollavano Collemaggio. «Non basta chiedere il perdono per se stessi», ha detto Petrocchi, «per il perdono servono alcuni passaggi fondamentali, dobbiamo avere l’umiltà di riconoscere le nostre mancanze, tutte. Bisogna essere pronti ad accogliere il Perdono ed essere contemporaneamente pronti a perdonare, anche se si pensa di aver ragione». «Sono contento di vedervi», aveva detto l’arcivescovo ai giovani, «spero che vi siate trovati a casa, in un clima di famiglia, accolti con amore».
UNA CHIESA GIOVANE
«Penso che i ragazzi riportino nelle loro case l’esperienza di una Chiesa giovane», ha spiegato il vescovo di Sulmona-Valva, Michele Fusco, poco prima della messa. «Immagino che questi ragazzi seguano Gesù perché questo li rende felici». «Non perché sia un obbligo, lo fanno perché porta una serenità e una gioia nuova. Il Perdono di Celestino può essere un segno importante nella loro vita perché siano anche loro strumenti di gioia e di pace». «A voi giovani voglio dire innanzitutto grazie», ha detto poi mons. Fusco nella sua omelia. «Grazie per aver accolto questo invito ed esservi messi in cammino. Alcuni compagni di viaggio li scegliamo, altri ci vengono donati. C'è un motivo nella vostra vita per cui camminare? C'è un motivo più grande, che ci muove, che ci spinge, che da un senso al nostro cammino». E, rivolendosi alle spoglie del vicino mausoleo, «anche San Pietro Celestino è stato un grande camminatore».
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