Una folla commossa per l’addio a Ranalletta

31 Maggio 2017

Celano, sulla bara una foto del geometra in sella alla sua mountain bike Don Claudio: spesso ci si sente disperati, ma non bisogna farsi travolgere

CELANO. Una folla commossa ha salutato ieri per l’ultima volta Angelo Ranalletta, il geometra di Celano che si è tolto la vita martedì mattina. In tantissimi hanno gremito la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, dove don Claudio Ranieri e don Giuseppe Ermili hanno celebrato il rito funebre. «Oggi», ha detto nell’omelia don Claudio, «spesso ci si sente stanchi, disperati, ma queste sensazioni non devono prendere il sopravvento. La fede in Gesù Cristo ci deve dare il supporto necessario».
Don Claudio, sempre nella sua omelia, ha parlato della bontà di cuore delle persone, di come questo debba essere il giusto collante della società affinché nessuno si senta mai solo. I funerali si sono svolti alle 17 di ieri, il corteo funebre è partito dalla sua abitazione in via Fontevecchia, strada che si trova a pochissimi passi da piazza IV Novembre.
Una rappresentanza della Protezione civile di Celano, di cui il geometra faceva parte, ha accompagnato il feretro fino alla chiesa parrocchiale. Tanti anche i rappresentanti del mondo dell’associazionismo e dello sport cittadino, quelli della Mtb Celano, del Cai, del taekwondo e altre associazioni sportive.
Diversi anche gli esponenti politici del Pd tra cui il presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, il segretario provinciale Mario Mazzetti, il consigliere regionale Lorenzo Berardinetti, il presidente Aciam, Lorenza Panei e ovviamente gli amici della sezione di Celano con il segretario Calvino Cotturone. Al termine della cerimonia funebre, una volontaria della Protezione civile ha letto una lettera di saluto in cui ha descritto Angelo Ranalletta, quel volontario che poteva sembrare a volte severo, ma che quando c’era bisogno del suo aiuto era sempre disponibile: «Angelo che sta affrontando la sua scalata più importante quella che lo porterà in cielo, un Angelo negli Angeli».
La morte di Ranalletta ha suscitato in tutta la città un profondo sentimento di dolore e una fila interminabile di persone gli ha reso omaggio nella camera ardente allestita nella sua abitazione. La città è rimasta attonita, incredula, perché Angelo era una persona buona, altruista, impegnato nel sociale e nella politica. Amava lo sport che praticava sempre con grande determinazione, una vera e propria passione, tanto che sulla bara hanno sistemato una sua foto mentre era in mountain bike.
Angelo Ranalletta lascia la moglie Marina Berardicurti e le figlie Daniela e Serena.
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