Una massiccia adesione allo sciopero della scuola

AVEZZANO. Palloncini colorati in aria per dire no al decreto legge “La buona scuola”. Adesione massiccia ieri nella Marsica allo sciopero proclamato da tutte le sigle sindacali contro il decreto del...
AVEZZANO. Palloncini colorati in aria per dire no al decreto legge “La buona scuola”. Adesione massiccia ieri nella Marsica allo sciopero proclamato da tutte le sigle sindacali contro il decreto del governo Renzi sulla scuola. Le cattedre di gran parte delle scuole del territorio ieri mattina sono rimaste vuote. Gli insegnanti delle primarie, delle medie e delle superiori, oltre a quelli delle scuole per l'infanzia, hanno deciso di incrociare le braccia per dire no a questo provvedimento che a metà maggio dovrebbe essere approvato. Ben 75 docenti su 113 del Liceo Scientifico hanno scioperato, stessa cosa al Classico dove 28 insegnanti su 35 si sono astenuti dalle lezioni, e negli istituti superiori di Tagliacozzo e Celano dove è state registrato il 90 per cento delle adesioni. Grande la partecipazione alla protesta dei docenti delle scuole primarie e medie. Molti i disagi per le famiglie e per i ragazzi che in alcuni casi sono arrivati a scuola e sono dovuti tornare a casa perché gli insegnati non c'erano, in altri sono entrati in classe e sono rimasti 5 ore senza fare nulla per l'assenza dei docenti. I professori e i maestri che non sono potuti andare a Roma, dove si è svolta una delle tante manifestazioni organizzate dalle parti sociali, si sono ritrovati in piazza Risorgimento per un flash mob di protesta. «Abbiamo deciso di rimanere ad Avezzano senza restare però a bocca chiusa», ha precisato Annarita Bove della scuola primaria don Bosco che insieme a Paola Panicone della Mazzini ha organizzato l'iniziativa, «la prima cosa che non va di questa riforma è il potere ai presidi. E poi non c'è stata democrazia, non c'è stato l'ascolto annunciato degli insegnanti che hanno semplicemente compilato un questionario del quale nessuno sembra aver tenuto conto. Lo Stato si sta muovendo senza ascoltare gli addetti ai lavori». I docenti, armati di palloncini colorati con slogan contro La buona scuola, si sono radunati intorno alla fontana, hanno intonato l'inno d'Italia e poi simbolicamente hanno iniziato a fischiare per attirare l'attenzione dei passanti e far capire loro il perché della protesta. (e.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

