Una messa per ricordare gli sciatori morti

12 Febbraio 2018

Di Stefano (Campo Felice ): «Saranno sempre nei nostri cuori». Ieri folla record sulle piste

L’AQUILA. Una messa in suffragio dei due sciatori travolti dalla valanga una settimana fa. Nella chiesetta della stazione sciistica di Campo Felice in tanti, ieri all’ora di pranzo, si sono raccolti per ricordare Massimo Urbani e Massimo Franzè, i due romani vittime, durante un fuoripista, della slavina che si è staccata lo scorso 4 febbraio in località “Anfiteatro”, tra i comuni di Rocca di Cambio e Lucoli. Appassionati di montagna e dell’Abruzzo, i due sciatori erano molto conosciuti nella zona ed erano clienti storici degli impianti di Campo Felice. Come domenica scorsa, anche ieri le piste erano affollate: circa 6000 persone, richiamate dalla giornata festiva e assolata, nonostante temperature abbastanza rigide. A distanza di sette giorni dalla tragedia – alla quale è scampato Americo Guerrazzi, rimasto ferito e tratto in salvo dagli Alpini del IX Reggimento e dal Corpo nazionale del Soccorso Alpino – si è sciato in sicurezza, con la presenza costante di personale della stazione e forze dell’ordine. «Abbiamo registrato la solita grande affluenza», afferma il direttore degli impianti Gennarino Di Stefano, «grazie alla bella giornata domenicale. Certo, nei cuori di tutti il pensiero era per loro, per i due amici di Roma che purtroppo hanno perso la vita una settimana fa e che sono stati ricordati durante la messa celebrata nella chiesetta a servizio della stazione. Sulle piste gremite di gente non si sono verificati problemi: la tragedia è avvenuta in una zona non servita dagli impianti e se si rispettano le regole e i consigli, in primis quello di evitare i fuoripista, non si corrono rischi». Anche ieri la segnaletica, dislocata in tutta l’area a partire dalla biglietteria, ricordava agli sciatori che sono vietati i fuoripista, per il pericolo di valanghe: «I cartelli con i divieti sono ovunque», sottolinea Di Stefano, «e noi consigliamo di non avventurarsi al di fuori delle piste battute e costantemente monitorate dal nostro personale. A Campo Felice, tra una pista e l’altra, ci sono zone dove è possibile effettuare i fuoripista: più che consigliare di evitarli, mettendo al corrente dei rischi a cui si va incontro, non possiamo fare». I due sfortunati sciatori romani sono stati spinti dalla violenza della valanga contro gli alberi di un boschetto più valle e non hanno avuto scampo. Solo qualche giorno prima, il 31 gennaio, l’impatto con un albero era stato fatale anche per l’aquilano Angelo Gaudieri.
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