Una nuova cura al San Salvatore per i contagiati nella fase iniziale

Grimaldi (Malattie infettive): «Da martedì trattamento con il farmaco che blocca la replicazione virale» Sfiorati i 400 casi nelle ultime 48 ore. Il primario chiede alla direzione Asl maggiori spazi in ospedale
L’AQUILA. «Tra pochi giorni avremo un’arma in più per combattere il Covid». Lo ha annunciato il primario del reparto di Malettie infettive dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, Alessandro Grimaldi. «Si tratta del molnupiravir, un farmaco antivirale da somministrare nella fase precoce della malattia, ovvero tra i 3 e i 5 giorni dall’infezione, per bloccare la replicazione virale nella fase iniziale. Al San Salvatore le somministrazioni del medicinale contro il Coronavirus partiranno da martedì 4 gennaio. Per questa nuova terapia ci sarà bisogno di nuovi spazi e anche di un’équipe dedicata». La speranza è che il nuovo farmaco contro il Covid (per il trattamento di pazienti non ospedalizzati con malattia lieve-moderata di recente insorgenza e con condizioni cliniche senza specifici fattori di rischio per lo sviluppo della malattia grave come reso noto dall’Aifa- Agenzia italiana del farmaco) riesca a ridurre la pressione sugli ospedali, non tanto sui reparti di Terapia intensiva, ma su quelli di Malattie infettive. «Al momento il reparto di Malattie infettive è saturo», prosegue il primario del San Salvatore, «ci sono 22 pazienti ricoverati su 24 posti letto, di cui 2 sono però riservati alla somministrazione degli anticorpi monoclonali. Una situazione per la quale ho già pre-allertato sia la direzione sanitaria dell’ospedale che la direzione generale della Asl per aprire nuovi spazi non solo per i ricoveri, ma anche per la terapia monoclonale, vista la maggiore richiesta dovuta all’incremento dei casi, e per quella con il nuovo farmaco antivirale che inizieremo a somministrare a giorni. Naturalmente ci sarà bisogno anche di altro personale». Insomma visti i numeri in crescita per il dottor Grimaldi bisognerà allestire al più presto nuovi posti letto da destinare ai pazienti Covid, visto che quelli disponibili sono tutti occupati, e, al contempo, individuare nuovi spazi i cui somministrare gli anticorpi monoclonali e l’innovativa terapia con il nuovo farmaco anti virale contro il Covid. Meno affollato per il momento il reparto di Terapia intensiva dove sono tre i posti letto occupati «segno indiretto della bontà dei vaccini», osserva il medico. «Quanto agli attualmente ricoverati in Malattie infettive», specifica Grimaldi, «prevalgono i pazienti anziani e non vaccinati». Per il medico aquilano il sensibile aumento di casi e quindi anche degli ospedalizzati è da imputare alla temibile variante Omicron. «Siamo alle prese con una variante del virus che ha fatto ben 47 mutazioni ed è molto contagiosa anche tra coloro che sono vaccinati: il risultato è un numero di contagi mai avuto», osserva ancora il primario, «naturalmente abbiamo verificato che chi è vaccinato sviluppa forme più lievi della malattia, mentre chi non lo è rischia di andare incontro a una patologia più grave. Purtroppo come sappiamo il vaccino contro il Covid non è una barriera invalicabile, per cui i vaccinati si possono infettare senza sviluppare però polmoniti. In questa fase diventa molto importante la terza dose», conclude il dottor Grimaldi, «soprattutto dopo aver osservato che l’efficacia dei sieri m-rna inizia a scemare dopo 4 mesi». Negli ultimi due giorni il capoluogo abruzzese ha fatto registrare 399 nuovi positivi. Quanto ai principali centri della provincia: ad Avezzano i casi accertati nel giro di 48 ore sono stati 127, mentre a Sulmona 109. Complessivamente in Abruzzo sono stati 8.699 i casi accertati tra il 31 dicembre (4.773) e il primo gennaio (3.926). Oltre un migliaio le persone in sorveglianza attiva, secondo i dati resi noti dalla Asl.
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